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Alajmo e il ristorante estivo sull’isola della Certosa

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L’isola della Certosa è un pezzo di campagna che affaccia sulla laguna veneziana. Un appezzamento verde dove, dal 2009, insiste una piattaforma galleggiante sulla quale, da poco meno di un mese, la famiglia Alajmo ha dato vita a un locale sull’acqua che ha battezzato Hostaria in Certosa, con la formula di pop-up restaurant estivo. In cucina c’è Silvio Giavedoni, braccio destro dello chef tristellato Massimiliano Alajmo.

Da sinistra (Massimiliano Alajmo, Silvio Giavedoni, Raffaele Alajmo, Alberto Sonino)

Historia Certosa apre alle 9 del mattino e chiude a mezzanotte, 7 giorni su 7. Prepara colazioni ai diportisti della darsena, ma anche pranzi, aperitivi e cene per quanti, da Venezia: insomma un locale informale con menu di piatti semplici per trascorrere la bella stagione in laguna. Il progetto ristorativo  è nato in collaborazione con Vento di Venezia, la società fondata da Alberto Sonino che gestisce l’isola e il Venezia Certosa Marina.

IL CONCEPT

La genesi dell’Hostaria ha inizio meno di due mesi fa nel pieno della pandemia. «È una storia incredibile», racconta Raffaele Alajmo. «Fino a sabato 25 aprile alle 9 del mattino non esisteva nemmeno l’idea, poi mi arriva un messaggio di Alberto Sonino e da qui ha inizio il concept di un nuovo format, un locale che nasce anche dal contributo delle idee di molti del nostro staff  animati dalla voglia di ripartire, di far rivivere Venezia, di animare la laguna ed accogliere i nostri ospiti».

La  struttura, che può ospitare circa un centinaio di persone all’aperto e una trentina all’interno, più lounges e salottini vari, si trova alla fine del pontile del vaporetto fermata Certosa e presenta i tratti di una moderna Hostaria dal design semplice ma curato con molti dettagli nautici a partire dalle divise del personale realizzate con materiali tecnici che ricordano quelle utilizzate dagli equipaggi degli yacht. Sui tavoli le lampade di Davide Groppi creano intimità e scaldano l’atmosfera alla sera. È inoltre disponibile un servizio di take-away gestito tramite una piattaforma digitale integrata sul sito Alajmo che consente di prenotare, ordinare e pagare con facilità, effettuando il ritiro direttamente dalla propria barca comodamente ormeggiata presso uno stallo dedicato.

L’ISOLA 

«Fino ad poco più di un decennio fa», spiega Alberto Sonino, «la Certosa era una delle molte isole demaniali abbandonate della laguna. Nel recente passato ha ospitato attività Militari mentre in antichità vi sorgeva un magnifico complesso monastico. Strategicamente posizionata in adiacenza al centro di Venezia, tra il Lido e l’Arsenale, la Certosa è oggetto di un programma di rigenerazione urbana gestito dalla società Vento di Venezia che, attraverso un partenariato pubblico-privato col Comune di Venezia, ha bonificato l’isola e sta progressivamente trasformando lo stabilimento industriale militare dismesso in un grande parco naturale, attrezzato con servizi per gli ospiti e la nautica da diporto, ideale per passeggiate nel verde attraverso il variegato paesaggio naturale e gli scorci mozzafiato sulla laguna, picnic in famiglia e con amici: un’oasi aperta a tutti tra laguna, bocca di porto e centro storico».

L’isola è soprattutto una destinazione di yachting ed offre servizi per la nautica da diporto a partire da un porto turistico, con oltre trecento ormeggi per imbarcazioni di ogni dimensione, integrato ad una struttura alberghiera con spazi per convegni ed eventi, attività artigianali di costruzione e riparazione delle unità navali, scuola nautica, shipchandler, servizi di locazione e noleggio di kaiak e natanti tradizionali con propulsione elettrica.

L’Hostaria completa l’opportunità che diportisti e visitatori hanno di vivere Venezia e la laguna con la propria barca, sia per un breve passaggio che per una permanenza più lunga che consente di vivere la propria barca come pied-à-terre veneziano.

IL MENU

«Il desiderio di ritrovarsi in un ambiente libero in mezzo alla laguna ci consente di proporre una cucina facile, immediata, comprensibile che rassicuri tutti i palati e che racconti, attraverso la semplicità, la bellezza del nostro territorio», spiega Massimiliano Alajmo.

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Il menu prevede piatti realizzati con ingredienti locali come: i moscardini all’aglio, olio, limone e prezzemolo con patate bollite; la tartare di ricciola con insalatina e salsa tartara; gli spaghetti alle vongole, olio extravergine, peperoncino, sedano e pomodoro; o lo scartosso di calamari, cipolla e fiori di zucchina, fritti.

Non mancano piatti di carne come il vitello in salsa tonnata con fagiolini e capperi all’aceto balsamico; e il Sandwich del Timoniere, un hamburger con patate fritte; e le preparazioni allo spiedo come il galletto alla senape e spezie rosse allo spiedo e la faraona alla salvia e rosmarino, tutte e due con patate arrostite.

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Per chi cerca un pranzo o cena a base di verdura, troverà l’insalata di melone, anguria, cetrioli, sedano e basilico; riso bianco e nero, curry, peperoncino, curcuma, verdure estive, e passata di carote; la parmigiana di melanzane MariaPia; e una grigliata di verdure con olio e basilico.

Tra i dessert, gelati soft, granite, dolci del laboratorio di pasticceria, MammaRita Lab, come la Torta Leone, la Torta Venezia e la Focaccia Mediterranea all’olio extravergine di oliva con origano, capperi, olive, peperoncino e limone canditi.

È stato inoltre creato un piccolo orto che, per il momento, fornisce erbe aromatiche e alcune varietà di pomodori. Un appezzamento che con il tempo verrà ampliato e sarà in grado di rifornire, in parte, il ristorante.

La proposta beverage prevede una selezione di vini curata dai nostri sommelier, birre artigianali realizzate in esclusiva per Alajmo dal birrificio Baladin, un’ampia proposta di apertivi e cocktails, oltre al caffè di Gianni Frasi, celebre torrefattore veronese del Laboratorio di Torrefazione Giamaica Caffè che ha creato una miscela unica in esclusiva per tutti i locali Alajmo.

 

 

A PROPOSITO DELLA FAMIGLIA ALAJMO…

Il Gruppo Alajmo è una realtà dinamica e creativa che si occupa in maniera trasversale di cucina italiana. Guidato da Massimiliano (Max) Alajmo, più giovane chef al mondo ad aver ricevuto le tre stelle Michelin con Le Calandre, insieme al fratello Raffaele (Raf), C.E.O e maître des lieux del gruppo Alajmo, il Gruppo conta undici ristoranti tra Padova, Venezia, Parigi e Marrakech, un laboratorio di pasticceria Mamma Rita Lab, una linea di prodotti gastronomici denominata In.gredienti, una linea di design, Alajmo.Design e una società di eventi.

 

ORARI DI APERTURA

Aperto tutti i giorni. Bar caffetteria 9 – 24. Cucina 12 – 15 / 19 – 22.30. Per prenotare chiamare al + 39 347 0787755.

COME ARRIVARE…

In vaporetto (fermata Certosa) Dalle 06.00 alle 20.58, sono attive le linee 4.1 e 4.2, ogni 20 minuti – Dalle 21.00 alle 06.30 è possibile chiamare una navetta gratuita al +39 320 6583454 che vi condurrà a S. Elena fino alla darsena nei pressi dello stadio L. Penzo. Da S. Elena è poi attiva la linea N che vi porterà a Venezia. È possibile raggiungere l’isola anche con la linea Alilaguna Rossa di giorno (attiva da Aprile a Ottobre) e la linea Blu di notte.

In water taxi . . .

Convenzione Alajmo

Piazzale Roma – Certosa: 65 €. Tariffe fino a 4 pax, 10 € ogni persona in più servizio notturno (22.00-07.00), 10 € di maggiorazione. Contattare Sebastiano: 348 28 27 012 – In Venice by Boat:  348 30 58 205

Con la propria imbarcazione entrando dalla bocca di porto di Lido…

Il Marina della Certosa è raggiungibile (ingresso nord) attraverso il canale delle Vignole, tenendo la destra presso il forte Sant’Andrea, passando tra l’Isola della Certosa e l’isola delle Vignole, sia (ingresso sud) dal Canale delle navi lasciando a sinistra Sant’Elena ed imboccando il canale della Certosa dopo aver lasciato a dritta l’imbarcadero del servizio pubblico di linea ACTV fino all’ingresso meridionale del Marina. È consigliabile chiamare l’ormeggiatore (VHF 72 / tel. +39 320 2392172) che fornisce assistenza alle unità in approccio e coadiuva l’ormeggio.

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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