Viaggi del Gusto Magazine

VdG Magazine – i Viaggi del gusto, è un magazine online di approfondimento sul mondo dell’enogastronomia, del turismo, della ristorazione e del Made in Italy nella sua accezione più ampia.

Menù

Ultimi articoli

Bandiera Arancione a Valeggio, il borgo più bello d’Italia

Shares

Quando si pensa al fiume Mincio, il riferimento è immediatamente a Valeggio sul Mincio (Verona) – in queste ore insignito del riconoscimento di Bandiera Arancione del Touring – e a Borghetto, la sua piccola frazione che rientra nel novero dei Borghi più belli d’Italia 

Non manca nulla a rendere questo posto incantevole e a rafforzare il suo primato: la rocca turrita che si specchia sull’acqua in un raddoppio di bellezza, il ponte diga visconteo di 650 metri che lo sovrasta, i mulini fra le case con le ruote che girano.

Davvero un paesino incantato, un gioiello storico e architettonico che ha conservato nel tempo il suo fascino di luogo di passaggio che mette in comunicazione il Veneto con la Lombardia; un borgo di origini medievali e prima ancora longobarde che irradia carattere e meraviglia.

Scorcio dalle mura del ponte (foto di Germana Cabrelle)

Bandiera Arancione per bellezza ed efficienza dei servizi

Proprio in queste ore, si diceva, a Valeggio sul Mincio è stata attribuita la Bandiera Arancione da parte del Touring Club.

È il decimo borgo del Veneto a ottenere questo prestigioso riconoscimento, a conferma della straordinaria ricchezza culturale, artistica, storica e paesaggistica, ma anche della diffusa vocazione all’ospitalità.

Un centro storico ben conservato

Questa la motivazione del riconoscimento: «Valeggio sul Mincio si distingue per la varietà e il valore del patrimonio storico-culturale, con numerosi attrattori ben conservati. Il centro storico e la frazione Borghetto sono caratteristici, ben conservati e vivaci con diversi punti vendita di prodotti tipici, ristoranti e strutture ricettive. Dedicato ed efficiente il servizio di informazioni turistiche capace di fornire tutte le informazioni utili per scoprire il territorio, le sue bellezze e i servizi offerti ai visitatori».

Borghetto sul Mincio (foto di Germana Cabrelle)

Il Veneto e le sue eccellenze, Borghetto e la sua storia

Valeggio sul Mincio si aggiunge così alle nove Bandiere Arancioni del Veneto: Arquà Petrarca (Padova), Asolo (Treviso), Malcesine (Verona), Marostica (Vicenza), Mel (Belluno), Montagnana (Padova), Portobuffolè (Treviso), Rocca Pietore (Belluno) e Soave (Verona). Storicamente, lo splendido abitato di Borghetto si è formato quando, sulla riva destra del Mincio, al lato del guado secolare, fu edificato un punto di controllo fiscale longobardo, denominato corte reggia (VI-VII secolo).

Luogo antico di passaggio, oggi premiato con la Bandiera

La successiva presenza di un insediamento monastico benedettino, attorno all’antica chiesa di Santa Maria, attesta il considerevole passaggio di pellegrini diretti verso i grandi santuari medievali. Nel XIII secolo l’istituzione di una precettoria templare ha fortemente inciso sulla storia locale che ha dato alla Chiesa la denominazione di Santa Maria della Mason (del tempio).

Luogo di confine e ponte fra Veneto e Lombardia

Divenuto nel XIV secolo caposaldo occidentale delle fortificazioni scaligero-viscontee, Borghetto è sempre stato luogo di confine e di ponte fra i territori lombardi e quelli veneti e sulle contrastate rive del Mincio si è concretizzata l’unità nazionale proclamata nel 1861.

Fra le sue mura, secoli di storia

La chiesa parrocchiale dedicata nel XVI secolo a San Marco Evangelista, racchiude fra le sue mura secoli di storia e testimonianze della particolare devozione mariana locale. Borghetto monumentale, medievale e fu fluviale, non richiede molto tempo per essere visitato: qualche ora è più che sufficiente per girarlo tutto.

L’abitato di Borghetto (foto di Germana Cabrelle)

Un nodo d’amore unisce ristoratori e attrae visitatori

Tuttavia merita sicuramente di soffermarsi a gustare la sua ottima cucina della tradizione, soprattutto il laboratorio di pasta fresca e la Tortellinoteca del pastificio Remelli,

Titolare del pastificio Remelli (foto di Germana Cabrelle)

di fronte alla Chiesa di Valeggio, dove in un open-space si degustano ottime pietanze locali e ogni prelibatezza d’Italia, mentre al piano di sopra le donne al lavoro che tirano la sfoglia e riempiono i tortellini uno ad uno di una saporita farcia di carne o impasto di verdure.

Donne al lavoro al Pastificio Remelli per la preparazione dei tortelli di Valeggio (foto di Germana Cabrelle)

I tortellini di Valeggio ricordano la forma del nodo e per questo, negli anni, si è dato vita a una festa gastronomica chiamata “Festa del nodo d’amore” :  una lunga tavolata allestita sopra il ponte diga di Borghetto dove tutti i ristoratori del posto, in totale una ottantina, preparano le rispettive versioni dei tortelli.

Una festa per promuovere il turismo

La festa è nata sotto l’egida dell’Associazione Ristoratori di Valeggio, che ha trent’anni di storia e fu costituita per dare spinta alla ristorazione e impulso al turismo del territorio. Promessa mantenuta.

Attualmente il sodalizio, che vede alla presidenza Giovanni Veronesi, organizza anche seminari di approfondimento con focus sulle materie prime – olio, formaggio e vino – per una formazione e preparazione dei ristoratori al fine di assicurare all’ospite la migliore esperienza culinaria.

“Se noi siamo preparati a raccontare la qualità – afferma Veronesi – tutto ciò affascina il cliente seduto a tavola che ricorderà con piacere ciò che ha mangiato”. Giovanni Veronesi è titolare con la moglie del ristorante “Bue d’oro” e racconta con enfasi la leggenda del nodo d’amore.

Ristorante Bue d’Oro (foto Germana Cabrelle)

Una favola diventata leggenda

“Il ponte visconteo di Borghetto fu costruito da Gian Galeazzo Visconti nel 1300 con l’intento di assediare i Mantovani. Un capitano delle guardie che presidiava il manufatto vide una notte uscire dall’acqua tre ninfe illuminate da un falò. Una di loro lo invitò a inabissarsi, dichiarandosi innamorata. Per pegno i due amanti lasciarono sulla riva un fazzoletto di seta dorata, a ricordo,  e simbolo del loro eterno amore.

Per ricordare questa circostanza, le ragazze del posto ogni giorno di festa tiravano la sfoglia per il tortellino di Valeggio.

Tortellini di Valeggio (foto di Germana Cabrelle)

Ogni anno sul ponte lungo 1300 metri (chiuso per 3 giorni per tutta la durata dell’evento) viene imbandita una tavolata con allestimento delle cucine.

«Abbiamo raggiunto anche 5000 persone ai tavoli e alla manifestazione partecipano tutti i ristoratori aderenti all’associazione – ricorda Giovanni Veronesi, che ha un passato di assessore al Turismo e alla Cultura al Comune di Valeggio per due mandati ed è stato fautore dell’inserimento nei borghi più belli d’Italia – Ciascun ristorante ha il proprio tortellino con gusto diverso. Volevano codificarlo ma il dosaggio per la ricetta è personalizzato. Noi al Bue d’Oro abbiamo il nostro, gli altri ristoranti il loro».

La vera diversità si trova nella pasta, che si prepara con 8/10 rossi d’uovo e aggiunta di farina di semola di grano duro per conferire elasticità all’impasto. La differenza sta nello spessore, nella ruvidezza o nella morbidezza della sfoglia ottenuta.

Nessuna omologazione: ciascuno ha la propria mano, sia per la pasta che per la farcia. Sono queste le peculiarità che devono resistere all’impatto della globalizzazione”.

Meraviglie a bordo Lago

Eppure, ancorché premiata con la Bandiera Arancione, Valeggio sul Mincio non è l’unica meraviglia di questa porzione di Veneto affacciata al Lago di Garda. Poco lontano, infatti, anche Peschiera accoglie i turisti con monumenti interessanti come la fortezza veneziana e giri in battello tutt’attorno a questo spettacolare manufatto.

Peschiera sul Garda (foto di Germana Cabrelle)

Analogamente Bardolino è ricca di attrattive, soprattutto dal punto di vista enogastronomico. Ne è un esempio la Cantina e Museo Zeni un luogo che trasuda sapere e sapore, dove è possibile effettuare una coinvolgente e molto istruttiva visita con conseguente degustazione davvero degna di nota.

Museo Zeni – torchio (foto di Germana Cabrelle)

Cantina Zeni (foto di Germana Cabrelle)

Spostandosi a Cisano, al museo dell’olio – che si chiama proprio Museum –  Flavio Turri accompagna alla scoperta degli antichi frantoi per le olive e dei segreti per ottenere un ottimo olio extravergine d’oliva.

Museum olio (foto di Germana Cabrelle)

Per soggiornare in questa zona della sponda veronese del Lago di Garda, Villa Cordevigo è una spettacolare location 5 stelle Luxury aderente alla collezione Relais & Chateaux.

Villa Cordevigo (foto di Germana Cabrelle)

 

Villa Cordevigo stanza 105 (foto di Germana Cabrelle)

Se poi, avendo voglia di proseguire verso la bassa veronese, vien voglia di conoscere un altro indirizzo buono per un pranzo o una cena, il Ristorante da Aldo, in zona idustriale a San Pietro di Legnago è una sosta imperdibile.

Non bisogna farsi ingannare dai capannoni intorno. Fuori è così, molto urban style, ma dentro è delizioso, soprattutto per gli ottimi piatti che vengono preparati e serviti.

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

Dicci cosa ne pensi!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Top