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26 Settembre, 2020

In Trentino la felicità è nei dintorni. E parla sottovoce

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In Trentino i posti delle favole esistono e si narrano da soli. Parlano il linguaggio del cuore, quello composto di silenzi e contemplazione.

El Camin che fuma e i ricordi di una volta – Foto © Germana Cabrelle

A chi li visita, i posti delle favole si lasciano leggere da dentro, mostrando le originalità che ne hanno fatto di loro un mito.

El Camin che fuma (foto di Germana Cabrelle)

El Camin che fuma e i motti nel legno – Foto © Germana Cabrelle

Accade anche a Domadoi, una località di Fiera di Primiero, verso Passo Cereda sotto le maestose Pale di San Martino di Castrozza, dove un antico maso ristrutturato che si chiama El Camin che fuma ha tanto da raccontare e lo fa con discrezione.

El Camin che fuma è semza barriere architettoniche – Foto © Germana Cabrelle

Attenzione: questo maso così denso di meraviglia si rivela solo a chi ha occhi attenti per osservare, sguardo indagatore per scoprire e propensione a cogliere ciò che in quel momento davvero necessita, per portare a casa, oltre all’esperienza di ospitalità, soggiorno e viaggio, anche e soprattutto una intima crescita interiore.

El Camin che fuma – Foto © Germana Cabrelle

 Il calore prima di tutto

El Camin che fuma si chiama così perché, in questi ambienti, il calore viene prima di tutto. C’è un’atmosfera calda e accogliente, sia dentro che fuori, in questo B&B del Trentino gestito dai coniugi Gianna e Cornelio.

El Camin che fuma – interno – Foto © Germana Cabrelle

El Camin che fuma è un B&B in Trentino

Quattro stanze per stare comodi e in privacy, una biblioteca ricavata nel sottotetto per ritirarsi a leggere, quattro tavoli e una panca all’interno che girano attorno al focolare  per una convivialità condivisa in tutta sicurezza e con tanto spazio verde all’intorno, per stare bene e in armonia, d’estate come d’inverno.

Letto questo?  Benvenuti nel pianeta terra

El Camin che fuma – il focolare – Foto © Germana Cabrelle

Istantanee di meraviglia

El Camin che fuma si presenta come un libro illustrato di fiabe, si diceva,  perché è come un puzzle, un gioco di pazienza fattodi istantanee di meraviglia: le galline che raccolano sull’aia e i coniglietti che brucano nella stia, il cane e il gatto che girano sul prato, i panni stesi al vento, con le massime di Gianna disseminate tutto intorno: incise sul legno o ricamate sul lino ma anche scritte a mano su una lavagnetta, per mantenere un dialogo aperto e costante con gli ospiti, un fil rouge di intesa e cortesia.

Paesaggio a El Camin che fuma – Foto © Germana Cabrelle

El Camin che fuma (foto di Germana Cabrelle)

Secchio colorato- El Camin che fuma – Foto © Germana Cabrelle

Tutto parla

A El Camin che fuma tutto parla. Possono essere autentiche pagine di libri sfogliate dal vento e rese umide dalla rugiada dimenticate su una sdraio nell’erba, frasi appese su assi di legno in un ricovero in paglia, messaggi utili – soprattutto all’anima – sparsi qua e là negli ambienti.

El Camin che fuma (foto di Germana Cabrelle)

El Camin che fuma – un libro sfogliato dalla pioggia e dal vento – Foto © Germana Cabrelle

Un posto davvero singolare, dove assecondare il relax, se quello che si ricerca è un benessere inteso in senso esteso, per corpo, mente e spirito. Una filosofia di vita che poggia su un assunto: è declinata sempre sull’ottimismo.

Meteo a El Camin che fuma – Foto © Germana Cabrelle

Un posto da visitare almeno una volta nella vita, se si vuole sperimentare – o riassaporare – la bellezza delle cose di una volta, nella loro essenziale genuinità.

El Camin che fuma e i messaggi ricamati – Foto © Germana Cabrelle

Un indirizzo prezioso, da non perdere se un giorno, desiderosi di valori veri in mezzo alla frenesia superflua, vorrete ritornare alle origini. Ossia all’osmosi autentica con la natura.

El Camin che fuma e i messaggi nelle stanze – Foto © Germana Cabrelle

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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