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Pianura dei Dogi: fertile per vocazione e ora anche turistica

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La Pianura dei Dogi è una terra dagli incerti confini ma soprattutto un nuovo brand-progetto di Destination Verona (in buona compagnia con lo stesso capoluogo scaligero, che da solo e con il solo Balcone di Giulietta è il secondo luogo più visitato in Italia dopo i Musei Vaticani), cui si aggiungono il Lago di Garda Veneto, la Valpolicella , il Soave Est Veronese e la Lessinia.

Turismo di prossimità

Ciascuna di queste sei identificazioni possiede caratteristiche peculiari proprie, adatte a incontrare i gusti sia del turismo di prossimità – che il 2020 d.C. (dopo Covid) ha riscoperto e sta incentivando con sorprendenti effetti positivi – che quello immediatamente transfrontaliero richiamato dalle bellezze italiane in tutta la loro molteplice offerta culturale, paesaggistica ed enogastronomica.

Verona è fra le province d’Italia più visitate, più accoglienti e aperte al flusso turistico.  Lo è perché il territorio è dotato di ottime strutture ricettive di tutte le categorie: dalla formula B&B agli hotel top di gamma, adatto alle vacanze in relax come pure agli incontri d’affari. E ora anche ai fine settimana country style.

La Pianura dei Dogi

Incastonata esattamente in questo scenario variegato ed è, per sua stessa natura, un unicum di panorama: distese di campi coltivati a vite, frumento, mais e frutteti, con strade interpoderali che tratteggiano una geografia di case e costruzioni a densità vivibile, dove l’Adige s’insinua e fa il suo corso. Qui è facile trovare aziende agricole che hanno ingrandito il loro core business e fra allevamenti e orticoltura si sono ritagliate una produzione a marchio proprio oltre a un’oasi faunistica e un ristorante allocato dentro una barca sul fiume.

E’ il caso, a Legnago, della Famiglia Antoniazzi, che da tre generazioni si dedica alla terra e ora, per valorizzare pienamente i propri prodotti, ha aperto un ristorante che fa servizio a pranzo e cena, battezzandolo non con un nome bensì con un numero, il 410.

Foto © Germana Cabrelle

Quattrocento dieci chilometri

Al 410, in omaggio ai chilometri di lunghezza dell’Adige è un ristorante atipico, come recano scritto il bigliettino da visita e il menu, perché curiosamente allestito dentro e sopra una chiatta ancorata sul letto del corso d’acqua: una lunga imbarcazione a chiglia piatta proveniente dal porto slavo di Pola, con una affascinante storia alle spalle. Costruita agli inizi degli anni ’40, la nave venne arruolata nella Seconda Guerra Mondiale come porta cingolati.

Successivamente, nel 1955, fu riadattata a chiatta civile e utilizzata, presumibilmente, per trasportare automezzi attraverso le isole croate. Una specie di ferry boat, insomma. Solo nel 1983 divenne un ristorante e rimase a Pola fino al 1994, anno in cui, risalendo il fiume Adige, iniziò un lungo viaggio, durato 3 anni e molte peripezie, che la portò infine a Legnago.

… locale galleggiante

Un’impresa titanica di passione e amore – sia per il destino della barca che per la buona cucina – da parte del vecchio proprietario, Sandro, che dopo averla a lungo gestita ha di recente passato il testimone agli Antoniazzi i quali hanno rinnovato il locale galleggiante personalizzando persino nei bicchieri logati.

Naturalmente è stato stilato anche un menu ricco di prelibalezze di loro produzione, a cominciare dai deliziosi salumi per l’antipasto per culminare con i dolci.  La famiglia Antoniazzi, avendo in concessione dal demanio anche una parte di golena, ha in animo, dalla primavera prossima, di attrezzare esternamente un lido con un chiosco e raffinati gazebo, per accogliere il turismo fluviale, oltre a quello ciclistico, che passa di qui lungo gli argini.

Foto © Germana Cabrelle

La Pianura dei Dogi, con la sua vegetazione rigogliosa e gli ordinati appezzamenti terrieri, è una nuova denominazione di grande appeal e ottime potenzialità, soprattutto sul versante della sostenibilità e del turismo rurale. È un’area fortemente identitaria, dove i sapori antichi e semplici – come il risotto alla veneta per citare un gustoso piatto tipico, ricetta delle nonne che ancora sopravvive e si tramanda – costituiscono la parte imprescindibile della pianura veronese.

Risotto alla veneta – Foto © Germana Cabrelle

Sentirsi a casa nella Pianura dei Dogi è facile: le aie con le grandi barchesse sono come abbracci accoglienti che invitano i visitatori in transito a rallentare e concedersi una sosta. E ci sono anche residenze turrite e palazzi storici – come il famoso Castello di Bevilacqua – dove fermarsi a dormire.

Per riprendere, l’indomani, l’esplorazione di questa parte di pianura veronese dal grande fascino e con tanto desiderio  di raccontarsi. Specialmente con i colori dell’autunno.

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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