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Un giorno dall’abate Dom Pérignon, nella Champagne

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Complice lo sciopero generale in Francia che va avanti a oltranza da molte settimane – e quindi anche del personale di terra degli aeroporti – il volo di rientro in Italia dopo un breve soggiorno in Francia per festeggiare il mio compleanno da amici a metà dicembre, è stato cancellato, costringendomi giocoforza a rimanere nella Ville Lumière un’altra manciata di giorni.

Tramonto a Parigi dal terrazzo di Galerie Lafayette (foto di Germana Cabrelle)

Pas mal, direbbero i francesi e infatti, siccome l’amica sommelier WSET Magda Beverari di Le Vin parfait dove ero ospite nel 17^ arrondisement, talvolta accompagna i turisti stranieri in visita alle migliori Maison di champagne nella Champagne stessa, ho escogitato un programma alternativo.

E cadere in piedi, come si dice da noi.

Sede Dom Pérignon (foto di Germana Cabrelle)

Ho chiesto di unirmi al suo gruppo per gratificarmi di questa magnifica opportunità: un inaspettato quanto imprevisto dono di post compleanno.

Lungo le strade della Champagne (foto di Germana Cabrelle)

Era una giornata grigia di pioggia sottile ma l’idea di recarmi a vedere tre realtà importanti di produzione di bollicine d’eccellenza in uno dei territori più celebrati al mondo a livello enologico, mi rendeva galvanizzata ed estremamente solare. E col senno di poi posso dire che merita annoverarla senza dubbio fra le mie più belle esperienze del 2019.

Partiti in van col buio dal traffico di Parigi, dopo un’ora eravamo lungo le strade solinghe della Champagne e come prima tappa ci siamo recati in visita alla prestigiosa Maison Möet & Chandon, a Reims.

 

Champagne Brut Impérial (foto di Germana Cabrelle)

Sul grande piazzale esterno dell’imponente sede, immediatamente ha catturato la mia attenzione la scultura a grandezza naturale, collocata in un angolo dell’ingresso, dell’abate  Pierre Pérignon, il monaco benedettino cui si deve l’invenzione dello champagne e che ha dato il nome al celebre Dom Pérignon, marchio ugualmente presente negli spazi di Möet & Chandon e appartenenti entrambi al gruppo LVMH che fa capo al magnate Bernard Arnault.

Qui abbiano raccontato i 150 anni dell’iconico Möet.

La statua scultura dedicata all’abate Dom Pérignon a Reims (foto di Germana Cabrelle)

Una volta varcata la soglia della Maison, una guida ci ha  condotti a visitare le sale di rappresentanza, gli archivi con la documentazione storica e le cantine di affinamento sottostanti, in un progressivo rilascio di luci  per addentrarci nel buio delle volte a mattoni, dove veniva narrata la storia dell’azienda più famosa al mondo e dello champagne stesso, il cui ricco aroma si ottiene dalla combinazione  di tre varietà di uve: Pinot Nero, Pinot Meunier e Chardonnay.

Foto di Germana Cabrelle

Abbiamo visto e passeggiato dove riposano le champagnotte accatastate dentro a nicchie profonde ed è stato spiegato in cosa consiste il remouage en poupitre che un tempo veniva eseguito a mano ed oggi è affidato alle giropalettes e che consiste nel girare (remouage) le bottiglie riposte sui cavalletti di legno (poupitre), facendole progressivamente inclinare dalla posizione orizzontale a quella verticale per far confluire nel collo i depositi.

Cantine Mõet & Candon (foto di Germana Cabrelle)

Cantine Mõet & Candon (foto di Germana Cabrelle)

Infine, dopo il lungo percorso sotterraneo che complessivamente, fra tutti  i vari snodi, è lungo oltre 50 chilometri, siamo risaliti in superficie per l’assaggio nella confortevole sala che ha i dorati colori aziendali, oltre che dello champagne.

Letto questo?  Festa della mamma: cin cin col vermouth il liquore delle neo mamme!

Interno sede Möet & Chandon (foto di Germana Cabrelle)

Al termine della degustazione e al passaggio per lo shop per eventuali acquisti, siamo ripartiti alla volta di Verzy, in visita a Maison Penet, una cantina più piccola ma dove producono uno champagne secondo standard molto esigenti.

Wine shop Möet & Chandon (foto di Germana Cabrelle)

Qui ci era stato preparato, in abbinamento alla degustazione di tre differenti tipologie di bollicine,  anche un pranzo veloce a base di formaggi francesi.

Champagne Penet (foto di Germana Cabrelle)

Dopo la sosta gourmand il primo pomeriggio, quando anche il meteo si era fatto clemente, lo abbiamo trascorso inoltrandoci nella Champagne, territorio meraviglioso dalle vigne basse, dove il paesaggio è placido e rilassante solo alla vista.

Ci siamo fermati alla chiesa dove sotto il pavimento della navata centrale è sepolto l’abate Pierre Perignon, vale a dire l’abbazia di Hautvillers.

La tomba dell'abate Dom Pérignon (foto di Germana Cabrelle)

La tomba dell’abate Dom Pérignon (foto di Germana Cabrelle)

L’edificio sacro  contiene anche reliquie di Sant’Elena e infatti la figura centrale dell’altare è dedicata a Sant’Elena, colei che per prima si occupò del recupero dei legni della croce del Cristo.

La chiesa dove è sepolto l’abate Dom Pérignon (foto di Germana Cabrelle)

Alla ripresa del van siamo proseguiti in direzione del fiume Marna, per una sosta relax e per la degustazione open air di un altro champagne: stavolta un Drappier rosé de saignée.

Se fosse stata una giornata più soleggiata o soltanto una temperatura più mite senza il terreno umido del dopopioggia, il “protocollo” di questa escursione avrebbe previsto un pic nic sull’erba, tra i filari bassi di vite e con vista sconfinata sui dolci rilievi verdi.

Ma era il 19 dicembre, in pieno solstizio d’inverno, ed è stato un regalo comunque quella frizzante concessione on the road!

Cantina Dom Cudron (foto di Germana Cabrelle)

Cantina Dom Cudron (foto di Germana Cabrelle)

La Champagne (foto di Germana Cabrelle)

Infine, l’ultima tappa della nostra gita nella Champagne è stata la cantina Dom Caudron, a Passy-Grigny, lungo la strada del rientro. Una realtà diversa, quest’ultima, rispetto alle prime due: con più vignaioli di conferimento, tipo cooperativa.

E anche qui la visita guidata tra le bottiglie impilate ha anticipato la degustazione di due tipologie di perlage.

Dom Cudron (foto di Germana Cabrelle)

Si è trattato, in conclusione, di una interessantissima e consigliata esperienza per vedere da vicino (e viverla da dentro!) la zona di produzione – la Champagne – del vino più rinomato al mondo – lo champagne – che rientra a buon diritto nella categoria del lusso, più che del beverage. Ma che, soprattutto, è entrato nella storia mondiale del bien vivre.

(foto di Germana Cabrelle)

Mi vien da sorridere al pensiero di cosa direbbe l’abate Dom Pérignon alla notizia che una limited edition è stata dedicata a Lenny Kravitz. Ma sorrido anch’io e alzo la flûte.

Limited edition Lenny Kravitz (foto Germana Cabrelle)

Limited edition Lenny Kravitz (foto Germana Cabrelle)

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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