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Auguri ai Papà, la ricetta delle Zeppole di San Giuseppe di Marco Infante

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Per la festa del papà è buona e dolce usanza completare i pasti con le zeppole di San Giuseppe. Quest’anno gli auguri saranno meno dolci ma particolari. Festeggiamenti certamente all’interno del focolare domestico ma senza i dolci dei pasticceri di fiducia causa le restrizione #Italiazonaprotetta imposte dalla pandemia del CoronaVirus.

E allora ZeppolaDay sia, per creare la giornata dedicata alla felicità, alla vittoria, alla libertà... dal Corona Virus Condividi il Tweet

Sia chiaro, i papà d’Italia a questo succulento dolce non ci vogliono rinunciare e nemmeno i loro bambini. Che fare, allora? Dovremo, ahinoi, rimandare all’apertura delle pasticcerie, è sicuro. Se non si organizzeranno i papà, in loro aiuto però arriveranno le mogli, le mamme e le nonne, ne siamo certi!

Marco Infante

Avranno tirato fuori già i loro appunti ma in soccorso a tutti, con la sua storica ricetta di famiglia, arriva il pastry chef Marco Infante che opera a Napoli nei laboratori della pasticceria della casa Leopoldo dal 1940 e che in queste ore è impegnato a reclutare in tutta Italia volenterosi pasticceri per lo ZeppolaDay “nessuno di noi ha mai vissuto una situazione del genere, costretti come siamo a chiudere le nostre attività e impossibilitati a creare le nostre produzioni insieme ai nostri preziosi collaboratori”.

 

Da Napoli gli auguri di Casa Infante a tutti i papà d’Italia

 

E continua – “Ma noi siamo pasticceri, abbiamo nelle nostre mani la possibilità di creare piccoli momenti di felicità. In questi frangenti di inattività abbiamo maturato tutti insieme, da nord a sud, un’idea per riportare, appena sarà possibile, un po’ di leggerezza. Tutti insieme abbiamo pensato di creare e dedicare un giorno al dolce simbolo della famiglia, dell’unione, della solidarietà: la zeppola di San Giuseppe”.

 

Il manifesto dell’evento in programmazione Zeppola Day

 

Non potendo realizzare il dolce nel giorno di San Giuseppe, i Pasticceri d’Italia stanno organizzando di istituire “una giornata dedicata alla felicità, alla vittoria, alla libertà” (del dopo Coronavirus). E la zeppola sarà il dolce simbolo di quel giorno. La data, per ovvie ragioni, ancora non potrà essere indicata ma lo faranno appena la situazione lo consentirà.

 

La succulenta zeppola di San Giuseppe secondo la ricetta della casa Leopoldo dal 1940 e da Marco Infante

La ricetta con i dosaggi

Per le zeppole: 1 lt acqua, 250gr burro fresco di latteria, 20 gr di sale, 1 kg farina (debole), 25 uova fresche

Per la crema pasticcera: 1/2 lt di latte fresco, 250 gr di zucchero, 100 gr di tuorlo d’uovo, 75 gr di amido di riso, 1/2 bacca di vaniglia, 1/2 scorza di limone

Il procedimento de seguire

Per le zeppole: in una pentola mettere acqua, burro e sale e far bollire. Raggiunto il bollore, aggiungere la farina in un solo colpo fuori dal fuoco e girare con un cucchiaio di legno fino a quando non si stacca dalle pareti della pentola, poi lasciare raffreddare il composto. Aggiungere le uova sbattute e girare con frusta fino a quando non si ottiene una crema liscia e densa.

Mettere la pasta choux (bignè) in una sac a poche con bocchetta a stella da 2 cm, formare su carta da forno un cerchio facendo un solo giro, passare le zeppole nel forno a 200 gradi, aspettando che si stacchi dalla carta. Fatto ciò immergere la zeppola nell’olio a 175 gradi e girarla frequentemente. Farle dorare per ben benino. Ponetele ad asciugare su carta assorbente, lasciare raffreddare e guarnire con crema pasticcera e amarene sciroppate.

Per la crema pasticcera: sbattere in una pentola i tuorli con lo zucchero. Aggiungere la vaniglia e l’amido di riso continuando a mescolare con una frusta, per evitare la formazione di grumi. In un recipiente scaldare il latte con la scorza di limone. Versare il latte caldo nella pentola delle uova e lasciare cuocere la crema pochi minuti, quando la crema inizia a sbuffare, toglierla dal fuoco. Una volta pronta, mettere la crema in una ciotola, coprire con una pellicola e lasciare raffreddare.

Papà di tutti Italia, auguri anche se #iostoacasa!

Filippo Teramo

Appassionato di enogastronomia, da giornalista ed esperto di marketing è impegnato a valorizzare le tante eccellenze, i territori e gli eventi del turismo sensoriale. Per la sua passione per il mondo del vino e del buon cibo si autodefinisce “giornalista per passione e buongustaio per professione” sfruttando l’enogastronomia per narrare di prodotti tipici e territori identitari. Giornalista eclettico, vanta diverse collaborazioni con giornali, riviste e televisioni, e da cronista di gastronomia ama raccontare storie di persone, cibi e curiosità. Il suo sguardo "del Sud", terra che definisce “maledettamente bella”, è visibilmente innamorato di tutto ciò che descrive e che tocca le corde dei sensi.

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