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Dolce mestiere

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Viaggio nel laboratorio di Guido Gobino a Torino, una delle eccellenze italiane presenti a Expo 2020 Dubai, simbolo della lavorazione artigianale del cioccolato.

Un universo meraviglioso, quello del cioccolato. Tra i prodotti più amati al mondo, è un’eccellenza artigianale italiana raccontata anche a Expo 2020 Dubai, attraverso i filmati di Gabriele Salvatores dedicati al saper fare nostrano. Nello specifico, quello di Guido Gobino, che nel suo laboratorio a Torino unisce il rispetto della tradizione all’innovazione, conciliando creatività, gusto e passione per il cioccolato di altissima qualità.

Un’immagine del laboratorio del cioccolato di Guido Gobino tratta dal filmato di Gabriele Salvatores per Expo 2020 Dubai ©Indiana Productions/Gabriele Salvatores per ItalyExpo2020

I suoi prodotti sono distribuiti non soltanto in Europa ma anche in diversi Paesi del mondo quali Emirati Arabi Uniti, Giappone e Australia, e addirittura oltre i confini terrestri. Già, perché le sue specialità Extra Bitter, confezionate secondo i criteri di conformità in assenza di gravità, hanno superato i confini dell’atmosfera in ben due missioni spaziali internazionali: Volare, nel 2013, con Luca Parmitano a bordo, e Vita, nel 2017, con Paolo Nespoli.

Guido Gobino valuta la qualità e l’aroma delle fave di cacao appena ricevute

Ma torniamo sulla Terra, per raccontare una tradizione artigiana che, insieme all’industria tessile dell’alta moda e all’eccellenza tecnologica aerospaziale, è uno dei simboli della Regione Piemonte al Padiglione Italia di Dubai. La cioccolateria Guido Gobino di Torino infatti, a cui si sono aggiunte altre due botteghe a Milano, è una tappa obbligatoria per tutti gli amanti del cibo degli dei che si trovano a visitare la città sabauda, soprattutto durante le Feste. Nello storico laboratorio della bottega in via Cagliari, sono gli occhi per primi a divorare le prelibatezze esposte, come il tipico giandujotto e la crema gianduja da spalmare. Si entra in un vero e proprio tempio del cacao per compiere un viaggio che, tra percorsi di degustazione e installazioni audio e video, allieta il palato e stimola il gusto e l’olfatto. C’è persino una sala lettura per apprendere tutto ciò che bisogna sapere su questo elisir di benessere.

Cinque ricette degli iconici tourinot di Guido Gobino

Torino diventa, quindi, il paradiso terrestre del cioccolato, dove si creano e offrono “grammi di felicità”. Tra le specialità i Giandujotti Tourinot®, una storia fatta di lunghe sperimentazioni che incarna la sintesi di un’esperienza olfattiva, sensoriale, gustativa e visiva fino a raggiungere l’equilibrio perfetto tra nocciole, latte e cacao: «Una vera opera d’arte», precisa Gobino. Il Tourinot, che da poco ha compiuto 25 anni, rappresenta un punto di partenza e di arrivo del giandujotto di alta qualità in Italia e nel mondo.

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Guido e Pietro Gobino per la prima volta hanno tra le mani il nuovo tourinot bianco

Ma ecco che all’ombra della Mole si affaccia una nuova creazione, la sua versione bianca, unione perfetta tra sostenibilità e qualità: «Per costruire il gusto unico e mediterraneo del Tourinot Bianco® ci siamo rivolti alla Sicilia, una regione ricca di materie prime eccellenti come la mandorla Tuono, la scorza delle arance di Noto e il sale integrale della salina di Paceco», spiega il maestro cioccolatiere. «Un’esplosione di piacere che unisce il Paese attraverso i sapori della Sicilia e la sapienza artigiana torinese, nel segno della qualità made in Italy. Da oltre 50 anni, inoltre, siamo attenti all’impatto ambientale, convinti che la qualità di un prodotto non passi esclusivamente dalle papille gustative, ma dalle condizioni di vita di tutte le persone impegnate nell’intera filiera lavorativa, dai materiali utilizzati fino alla gestione delle risorse energetiche necessarie alla produzione e alla logistica. E la scelta degli ingredienti è da sempre, per noi, il primo passo per raggiungere standard eccellenti», continua Gobino.

Tra le varie produzioni del Tourinot ci sono il Classico®, giandujotto realizzato con la Nocciola Tonda Gentile delle Langhe, dall’inconfondibile forma trilobata e riconosciuta come la migliore al mondo, il Maximo®, senza latte come vuole la ricetta originale del gianduja, il Maximo+39®, temperato a mano, e il Tourinot n.10®, l’ultimo nato, frutto di un anno di ricerca, che declina l’intensità del cioccolato fondente nella consistenza morbida del gianduja.

Senza dimenticare la spalmabile Tourinot: crema gianduja, arricchita da croccante granella di nocciola e pregiatissimo olio di nocciola spremuto a freddo nel laboratorio di Torino. Per i più golosi c’è anche un gelato adatto a tutte le stagioni, lo Stik Pinguido Tourinot®, un gelato al fior di latte ricoperto con un sottilissimo strato di gianduja. E per coccolarsi durante le Festività non mancano gustose e raffinate idee regalo, come le preziose scatole di pralineria o il panettone prodotto dall’esperienza di Gian Piero Vivalda dell’AtelieReale, a lunga lievitazione naturale, farcito con Tourinot Maximo® e albicocca candita. Per un Natale dolcissimo.

Foto in evidenza ©Pomponette fondente, una delle ricette delle monoporzioni disponibili nelle botteghe

L’articolo si trova anche all’interno del magazine La Freccia sfogliabile online a bordo di Trenitalia. E su tutti i  Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca e nei FRECCIALounge e FRECCIAClub e leggerlo anche su FSNews.

Qui il link per leggere Dolce mestiere sfogliando La Freccia

Filippo Teramo

Direttore Responsabile di VdGmagazine - - Appassionato di enogastronomia, da giornalista ed esperto di marketing è impegnato a valorizzare le tante eccellenze, i territori e gli eventi del turismo sensoriale. Per la sua passione per il mondo del vino e del buon cibo si auto definisce “giornalista per passione e buongustaio per professione” sfruttando l’enogastronomia per narrare di prodotti tipici e territori identitari. Giornalista eclettico, vanta diverse collaborazioni con giornali, riviste e televisioni, e da cronista di gastronomia ama raccontare storie di persone, cibi e curiosità. Il suo sguardo "del Sud", terra che definisce “maledettamente bella”, è visibilmente innamorato di tutto ciò che descrive e che tocca le corde dei sensi.

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