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Puglia senza tempo

2 Febbraio, 2021

Puglia senza tempo

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Dal borgo medievale di Acaya alle antiche masserie nella Valle d’Itria. In viaggio attraverso la Puglia, il tacco d’Italia, proiettati in un passato ricco di storia.

Su e giù per la Puglia, tacco d’Italia, un tempo terra di dominazioni e conquistatori. Nel seguire le torri merlate dei tanti castelli e delle città fortificate, ci sembra di sentire ancora il tintinnio di spade e l’eco di mille battaglie. Si resta affascinati dai palazzi di corti sfarzose, dai castelli nobiliari e dai maestosi fortini, come quello nell’Alta Murgia fatto edificare da Federico II di Svevia, imperatore conosciuto tra i suoi contemporanei come stupor mundi (stupore del mondo).

Castel del Monte nel Comune di Adria

Il maestoso maniero a Castel del Monte è ritenuto un capolavoro dell’architettura medievale il cui fascino ci invita a scoprirne la misteriosa pianta ottagonale. Oggi è simbolo della Puglia e Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Pensando al Salento, con i suoi paesaggi da sogno, torna alla mente il ritornello “lu sole, lu mare, lu ientu” mentre lo sguardo si perde in meravigliosi tramonti. Il territorio è infatti baciato dal sole tutto l’anno e coinvolge i visitatori con la gioiosa e contagiosa ospitalità dei suoi abitanti.

La porta di Acaya

Nella penisola omonima, tra i tanti luoghi da scoprire, facciamo rotta verso l’antico borgo di Acaya, a dieci chilometri da Lecce, dove il fascino dell’arte ci accoglie trasmettendo un’energia magica. Ci si ritrova proiettati in un passato ricco di storia e cultura, in cui il tempo sembra essersi fermato all’età di mezzo. Una delle tante piccole frazioni di Vernole, Acaya ha un minuscolo centro abitato di appena 500 abitanti. Chiamata anticamente Segine, entrò a far parte della contea di Lecce nel XII secolo. In seguito, il borgo fu donato dagli Angioini al Convento di San Giovanni Evangelista di Lecce e poi, nel 1294, fu concesso in feudo da Carlo II d’Angiò a Gervasio Acaya, membro della famiglia che ne cambiò nome e storia.

Acaya, portale ingresso con statua Sant’Oronzo

Oggi è una meta molto ricercata per le sue tradizioni e le tipicità locali.
 Qui si venera Sant’Oronzo, patrono di Lecce, la cui statua è posta all’ingresso della cittadina, tutt’oggi unico esempio di città fortificata del Meridione d’Italia, quasi indenne nonostante le guerre e il passare dei secoli. La simmetria delle sei strade nel centro urbano, tra loro perfettamente parallele e uguali in larghezza e lunghezza, fa intendere che la città seguiva una pianificazione militare ben precisa. E anche se Acaya non deve più difendersi dagli attacchi dei Saraceni dal mare rimane ancora una città fortezza, ieri come oggi. Splendida macchina del tempo alimentata da un carburante magico, la curiosità di chi la visita.

Acaya Golf Club

E “nel seguir virtute e canoscenza” imbocchiamo la via verso la riserva naturale Le Cesine, oasi Wwf, tipica macchia mediterranea tra aree palustri e dune, ricca di zone coltivate e con un campo da golf – l’Acaya Golf Club – tra i più suggestivi d’Italia, dotato di 18 buche tra cui alcune spettacolari, come l’undicesima con la sua cascata mozzafiato, che lo rendono unico nel suo genere. L’importanza di questi luoghi è evidenziata anche dalle vecchie costruzioni rurali adibite a museo, come le masserie fortificate a sud di Acaya, sulla strada che conduce al mare.

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Un tuffo nel passato è la Masseria Favarella, risalente alla metà del XVI secolo, con la sua massiccia torre. La magia continua anche nella Masseria Pier di Noha, dove all’interno del cortile domina una torre fortificata con al centro un pozzo e gli abbeveratoi. Prima di risalire la Puglia, ci fermiamo ad ammirare Martano, una città di origine romana dall’antica cinta muraria. La porta d’ingresso, Porta Terra o Arco di Santa Domenica, risulta essere la porta urbana più antica esistente in Terra d’Otranto.

La panchina davanti ai Laghi Alimini in Puglia – Foto ©SalentoBike

Nelle vicinanze degli affascinanti laghi Alimini, in piena Grecia salentina, questo borgo era un tempo chiamato Antica Terra per le sue remote origini testimoniate ancora oggi dalle torri difensive e dal castello circondato da un ampio fossato. A pochi chilometri da Martano incrociamo l’antico borgo contadino Naturalis Bio Resort, immerso tra secolari alberi di ulivo, sapientemente ristrutturato e trasformato in una struttura di lusso ideale per chi va in cerca di un meritato relax.

Natura, benessere e charme al Naturalis Bio Resort di Martano (Lecce) nella Grecia salentina

Qui, frutta di stagione e ricercate coltivazioni biologiche di piante aromatiche, con le loro varietà di colori e profumi, catturano i sensi e l’anima lasciando gustare sapori d’altri tempi. Non molto lontano dal mare, o meglio dai mari, perché da una parte c’è l’Adriatico a una ventina di chilometri, dall’altra lo Ionio, all’imbocco del canale d’Otranto, spicca Santa Cesarea Terme. Affacciata sulle secche di Ugento, dove i fondali del mare sono particolarmente bassi, accoglie l’insenatura dell’Acquaviva, conosciuta per le numerose polle di fresca acqua sorgiva.

Valle d’Itria

Risalendo la regione, è d’obbligo una tappa a Savelletri di Fasano, là dove la Valle d’Itria inizia a scendere dolcemente verso l’Adriatico. Borgo meraviglioso non lontano da Brindisi, con antiche costruzioni sulla scogliera, un piccolo porto con tante pescherie e romantici ristoranti. Savelletri è l’ideale in tutte le stagioni per una vacanza rilassante nelle tante masserie che traspirano storia e offrono ospitalità di qualità.

Borgo Egnazia

Nei pressi della cittadina si possono pianificare visite allo Zoo Safari, al Castello Aragonese di Brindisi e ai borghi di Cisternino e Ostuni. Merita poi una sosta il Parco Archeologico di Egnazia. Non lontano scopriamo un luogo unico, immerso tra ulivi millenari: Borgo Egnazia. Ispirato nelle forme, nei materiali e nei colori a un tipico paese pugliese, dove unicità e autenticità si combinano con genuine tradizioni locali e servizi dagli standard elevati, fa parte dei Luxury Bike Hotels e offre un concetto di ospitalità e benessere fondato su esperienze sostenibili nell’incomparabile bellezza della campagna circostante.

Percorso di sapori alla scoperta delle eccellenze di Puglia – Foto ©Borgo Egnazia

Da godersi tra una passeggiata mattutina, un bicchiere di vino sorseggiato in riva al mare, un delizioso piatto preparato con prodotti del luogo e un pomeriggio green in bicicletta. Le due ruote consentono, infatti, di apprezzare al meglio questo territorio e coglierne l’essenza più vera. Qui un accompagnatore locale fa da guida tra le stradine della Valle d’Itria verso Alberobello, Fasano, Locorotondo, Cisternino. Se invece si preferisce respirare la brezza marina, si può seguire la costa verso Monopoli e Polignano, con percorsi adatti sia agli appassionati che ai professionisti della bici tra dossi, pendii e infiniti rettilinei lungo i muretti a secco e i lari di ulivi.

San Domenico Golf Club

Poi, per un meritato momento di relax, c’è la spa di Borgo Egnazia, che precede una cena dai tradizionali sapori pugliesi. Nelle vicinanze si trova la Masseria San Domenico con il suo Golf Club, altro covo di quiete e relax, impreziosito da una torre di avvistamento del XIV secolo. O anche la Masseria Cimino, antica struttura la cui torre rossa costruita nel ‘700 si scorge già dalla prima buca del green. Un viaggio da pianificare presto, per tornare a vivere esperienze autentiche, immersi nell’incomparabile unicità delle terre italiane.

L’articolo si trova anche all’interno del magazine La Freccia sfogliabile online a bordo di Trenitalia su tutti i  Frecciarossa, Frecciargento, Frecciabianca e nei FRECCIALounge e FRECCIAClub e leggerlo anche su FSNews.

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Filippo Teramo

Direttore Responsabile di VdGmagazine - - Appassionato di enogastronomia, da giornalista ed esperto di marketing è impegnato a valorizzare le tante eccellenze, i territori e gli eventi del turismo sensoriale. Per la sua passione per il mondo del vino e del buon cibo si auto definisce “giornalista per passione e buongustaio per professione” sfruttando l’enogastronomia per narrare di prodotti tipici e territori identitari. Giornalista eclettico, vanta diverse collaborazioni con giornali, riviste e televisioni, e da cronista di gastronomia ama raccontare storie di persone, cibi e curiosità. Il suo sguardo "del Sud", terra che definisce “maledettamente bella”, è visibilmente innamorato di tutto ciò che descrive e che tocca le corde dei sensi.

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