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2 Dicembre, 2021

Alto Adige, inizio estate nell’altopiano di Renon-Ritten

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L’Alto Adige e l’altopiano del Renon, anche solo per un fine settimana d’inizio estate, è una delle mete da privilegiare per la facilità di essere raggiunta dalle maggiori città del nord e per i servizi che offre.

L’altopiano di Renon/Ritten è, tra quelle altoatesine, una delle mete più facili da raggiungere e che offre possibilità di svago per chi viaggia con bambini o desidera una fuga a due. Si può raggiungere dal centro di Bolzano lasciando l’automobile in uno dei numerosi parcheggi e salire sulla funivia che in 10 minuti porta a Soprabolzano. Da questo momento ci si può dimenticare degli affanni e dei rumori della città.

Il trenino in legno del Renon parte a pochi passi e consente di raggiungere ogni angolo dell’altopiano e dei suoi 300 chilometri di sentieri. Quello più breve si percorre in 20 minuti, ma servono due ore per calcare le orme di Sigmund Freud tra Soprabolzano a Collalbo.

Südtirol, Ritten, Parkhotel Holzner

Quella dell’associazione turistica del Renon è un’originale iniziativa che, anche quest’anno, si rinnova e propone quattro appuntamenti serali e gourmet alle stazioni toccate dal passaggio dello storico trenino inaugurato nel 1907. In programma per giugno e luglio le cene vedono protagonisti i cuochi locali tra cui il giovane Stephan Zippl alla guida del Restaurant 1908, all’interno del Parkhotel Holzner (parkhotel-holzner.com), proprio davanti ala fermata di Soprabolzano. Bisogna segnarsi in agenda i mercoledì 15 e 22 giugno, e 6 e 20 luglio: ogni cuoco contribuirà con una pietanza diversa ad allietare le 5 fermate del treno e creare un’occasione insolita per conoscere le diverse cucine (bisogna prenotarsi all’Associazione turistica di Renon, telefono 0471356100).

«Qui sull’altopiano di Renon tutto è divinamente bello e comodo. Ho socperto dentro di me un desiderio inesauribile di non fare nulla» scriveva proprio lo psicanalista di lingua tedesca. Ma c’è almeno una cosa che anche lui avrebbe apprezzato e forse dedicato alcuni capitoli del suo studio: proprio la cucina del giovane Stephan Zippl. Giovane, poco più che trentenne, ma non così inesperto da non avere sperimentato altre attività prima di essere conquistato dai fornelli. La più importante, quella di falegname. «Sono cresciuto tra abeti, faggi, noci e cirmoli. Era naturale che mi appassionassi a questo lavoro di trasformazione di una materia viva come il legno in qualcosa che si può utilizzare».

Un po’ come il cibo, insomma, fa intendere. Peraltro Zippl è stato insignito lo scorso novembre di un doppio importante riconoscimento: la Stella Michelin e la Stella Verde per la sostenibilità. È normale infatti nella sua cucina assaporare i prodotti locali del Renon. Alcuni, come l’allevamento di bovini Wagyu di Stefan Rottensteiner a Collalbo o la frutta e verdura del maso Aspinger di Harald Gasser e della moglie Petra Ottavi a San Ingenuino possono far parte di un percorso che all’hotel Holzner sono lieti di indicare. «Cercare la consistenza adatta a ciascuna pietanza è un atto che mi appassiona. Per questo i piatti, che partono sempre da materie prime locali, sono in continua sperimentazione» spiega.

Cosicché la sosta sull’altopiano del Renon, oltre ad essere riposante, può essere un’opportunità per scoprire curiose declinazioni di gusto come il Carpaccio di Wagyu con senape e pera fermentata o la Trippa di vitello con patata e ribes al rum.

Riccardo Lagorio

Con la valigia in mano e la penna nell’altra, scrive di cucina, borghi e prodotti tipici da prima che diventassero un fatto di moda. Per questo non riesce a frenare la passione per la sobrietà di un tempo. Ama le cose che tocca. E questa è la ragione che gli fa mettere nero su bianco solo ciò che ha visto e ha provato. Forse démodé, ma pur sempre sinonimo di garanzia.

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