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Carovigno, città di storia e tradizioni

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Carovigno merita di essere scoperta a piccoli passi.

Situata nell’area settentrionale del Salento è una delle perle della Puglia, con i suoi ulivi, le sue viti e i suoi mandorli fino ad arrivare alle basse colline che arrivano fino alla costa lunga circa 20 km tra la scogliera e le spiagge sabbiose rigorosamente bandiera blu.

Con la sua bella architettura caratterizzata da torri d’avvistamento, comunicanti visivamente una con l’altra, utilizzate per difendere il territorio dai conquistatori d’ogni tempo, come la borgata marina di Torre Santa Sabina, particolarissima architettura del 16esimo secolo, che con la sua forma a stella con quattro spigoli orientati verso i punti cardinali, la rende assolutamente magnetica.

La costa presenta , inoltre, tracce di insediamenti preistorici oltre ad esser stata porto di approdo, come testimonia il relitto di epoca romana nella baia dei Camerini a Torre Santa Sabina.

Torre Santa Sabina – Foto © Alessandro Ippolito

Cosa vedere a Carovigno

Le candide spiagge salentine a pochi chilometri e le antiche città messapiche, offrono la possibilità di vivere il Salento in tutte le sue sfumature, all’interno delle offerte viaggio a Carovigno.

Per gli amanti del mare e della natura è d’obbligo una gita nella Riserva naturale di Torre Guaceto, vegliata anch’essa da una torre risalente al 16simo secolo. La torre di Guaceto, simbolo della Riserva, è la più grande delle cosiddette torri “a base quadrata vicereali”; queste furono costruite in Terra d’Otranto durante il Regno di Carlo V a seguito dell’editto impartito nel 1563 dal viceré di Napoli don Pedro Afán de Ribera, Duca d’Alcalà, per difendere le coste dalle scorrerie dei Turchi.

Edificato nel 19esimo secolo sul luogo leggendario del ritrovamento di una effigie bizantina in una grotta i, in direzione di Specchiolla troviamo il santuario della Madonna del Belvedere. Il santuario si articola in tre parti: la chiesa superiore e due grotte ipogee, una delle quali è il luogo del leggendario ritrovamento che ha dato vita alla tradizione del rito della Nzegna.

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La millenaria tradizione della ‘Nzegna

Il momento migliore per visitare questa città infatti, è sicuramente in occasione della Pasqua, periodo in cui si svolge la tradizionale battitura della ‘Nzegna, l’antico rito di sbandieramento che da circa mille anni ha luogo in Carovigno.  Si tratta del più antico gioco della bandiera in Italia collegato al culto mariano, da circa mille anni gli sbandieratori si esibiscono nel rito dello sbandieramento in onore della Madonna del Belvedere, circondati dal calore e dalla devozione dei cittadini. Il tutto seguito da processione, corteo storico con dame, cavalieri, sbandieratori e musici dei tre gruppi sbandieratori della città di Carovigno: il gruppo ‘Nzegna, i Carvinati, il Rione Castello.

Battitura della ‘Nzegna – Foto © Francesco Francioso

Carovigno vecchia è caratterizzata da suggestivi archi in pietra e candide case tinteggiate con la calce che, nel punto più alto del paese, fanno da cornice al Castello Dentice di Frasso.

Ai margini del caratteristico centro storico di Carovigno, il castello presidia la porta nord verso la vicina Ostuni ed il fianco occidentale verso il mare. La posizione strategica ne fece un efficace avamposto militare, nonché il centro di numerose contese nobiliari. La sua torre curvilinea, svela l’influenza senese dell’architetto Francesco di Giorgio Martini, presente in Puglia negli anni della sua edificazione. Il Castello passò da fortezza militare a fastosa residenza nel ‘700 fino agli ultimi rimaneggiamenti per volere del conte Dentice nel 1904.

Castello Dentice di Frasso – Foto © Francesco Francioso

Immaginando una tappa per il nostro prossimo viaggio non possiamo non prendere in considerazione questa città, una antica e ben conservata perla di Puglia.

Carmela Tinella

Mi definisco una "buona forchetta" ed è per questo che amo raccontare l'Italia attraverso i suoi sapori. Mi occupo di Grafica, Marketing e comunicazione e...poi scrivo. Creatività ed innovazione sono alla base del mio lavoro, mi consentono di trasformare una comunicazione da interruzione ad attrazione. Mi piace viaggiare, bere vino (quello buono, s'intende), assaggiare ed esplorare nuovi gusti e nuove culture, sempre col sorriso sulle labbra.

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