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2 Dicembre, 2021

Il gelato, viaggio tra coni da passeggio e al piatto gourmet

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Il gelato non si consuma solo in estate, ma di essa ne rimane un simbolo. Tuttavia in principio era il sorbetto. Pare che le prime forme di dessert freddo fossero in verità sorbetti realizzati in Persia già 500 anni prima di Cristo. La prima citazione si trova in un ricettario medievale arabo: gelsi, gelsomini e limoni sono gli ingredienti che tuttora spiccano in Sicilia, Tunisia e Andalusia nelle granite. 

Il gelato e l’intuizione di Procopio

Il gelato come lo intendiamo oggi è frutto invece di un’intuizione abbastanza recente e si deve a Francesco Procopio, siciliano emigrato a Parigi, nel Seicento. Le sue acque gelate alla cannella, all’arancia e all’anice erano quelle più apprezzate e fecero del Café Procope uno dei locali più in voga al tempo (e ancora aperto nel quartiere Saint Germain, dove è d’obbligo provare il sorbetto al lampone).

Tutti gusti: cono gelato o al piatto gourmet

Con l’andare del tempo e l’affermarsi dei coni da passeggio, c’è anche chi ha fatto del gelato un momento gourmet all’interno del proprio locale. Come Peter Girtler, che nel Romantik Hotel Stafler di Vipiteno propone gelato artigianale al miele di pino cembro, croccante al cioccolato e menta o fragole e formaggio fresco. Chi vuole provare un gelato d’autore sul versante bresciano del lago di Garda deve portarsi a Polpenazze, presso la Gelateria Vassalli. A pochi passi da uno dei belvedere più incantevoli sul lago, piazza Biolchi, per riempire i coni sono messi al bando i semilavorati partendo dalle migliori materie prime: mandorle della Val di Noto, liquirizia, nocciola del Piemonte IGP (telefono 0365674236).

Il cielo di Strela, Mario Marini

Alla crema

In Emilia Romagna, in Alta Val Taro, lontano dalle spiagge trafficate e dalla pianura arroventata,  Il Cielo di Strela è il luogo giusto per dedicare qualche ora a se stessi e godersi la crema alla maniera antica, nella quale la base di latte, panna, tuorlo d’uovo e zucchero si aromatizza con bacca di vaniglia e scorza di limone. La mantecatura dura 20 minuti e il gelato arriva in tavola senza neppure passare dal congelatore.

Letto questo?  Pizza e Mortazza, a Roma il gelato di Dario Rossi è coltivato

Crema, Cassia Vetus

Inappuntabile caffè

Chi non vuole farsi mancare davvero nulla, dorme nel Castello di Compiano, che si trova a pochi minuti d’auto. La sosta toscana dedicata al gelato si fa da Cassia Vetus a Terranuova Bracciolini, lungo l’antica via romana. Raffinata osteria dove apprezzare i prodotti locali, ci si può fermare anche solo per un (inappuntabile) caffè.

Ai fichi al forno

Ma Claudio Cavaliere, oste d’antan, incanta con il suo gelato al gusto di fichi al forno con le noci, il primo nato e ancora il più gettonato. Da provare il gelato alla castagna Perella di Pratomagno e al provocatorio cacio con le pere. Poco distante da Spoleto e dalle fonti del Clitunno, il Relais Borgo Campello gioca la carta tartufo nero di Norcia e dello zafferano di Cascia accanto ai classici di frutta, raccolta nel giardino che circonda il borgo medievale, luogo di immediati silenzi.

Gelato del Picchio con cacao di Claudio Corallo

Melone e anguria o cacao

Nel Lazio, all’ombra del castello Orsini Odescalchi che domina Bracciano, il Picchio Gelateria Naturale (telefono 3515220818) utilizza, dove possibile, materie prime di produttori locali. Il melone e l’anguria sono coltivati appena fuori dal centro storico, i lamponi provengono dai monti Cimini e la nocciola è quella romana DOP biologica de La Fescennina. Per il cacao si è scelto il migliore al mondo, quello di Claudio Corallo.

Riccardo Lagorio

Con la valigia in mano e la penna nell’altra, scrive di cucina, borghi e prodotti tipici da prima che diventassero un fatto di moda. Per questo non riesce a frenare la passione per la sobrietà di un tempo. Ama le cose che tocca. E questa è la ragione che gli fa mettere nero su bianco solo ciò che ha visto e ha provato. Forse démodé, ma pur sempre sinonimo di garanzia.

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