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Liguria, ecco i sei motivi per visitare Alassio lontano dall’estate

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Tra le località del ponente ligure, Alassio è una perla conosciuta e apprezzata da oltre un secolo. Eppure la città del “muretto” non è solo fruibile d’estate. Ecco i sei motivi per visitarla nelle altre stagioni.

©visitalassio

Visit Alassio

E’ da oltre un secolo che la cittadina di Alassio, sulla riviera ligure di ponente, affascina gli ospiti sia italiani – soprattutto da Piemonte e Lombardia – sia i turisti internazionale, specie francesi, tedeschi e svizzeri. Merito della posizione geografica, di un mare cristallino, del celebre “muretto” e della conformazione a cavallo tra la costa e le colline. Tutti elementi che a partire dall’inizio del Novecento ne hanno sancito il ruolo come meta privilegiata del turismo estivo, tra i centri della provincia di Savona. Non a caso, come conferma una visita nello store “Image“, l’iconografia locale è dominata da richiami allo stile grafico della prima metà del secolo scorso. Eppure Alassio non è fruibile soltanto nella bella stagione, bensì ha frecce al proprio arco per poter essere attrattiva tutto l’anno. Ecco perché

1 ) La talassoterapia di Alassio

Gli amanti delle terme possono prendersi cura del benessere di mente e corpo nella grande Thalassio Medical Spa, fiore all’occhiello del Grand Hotel Alassio. Si tratta di 1500 mq di lusso e alta tecnologia, per questa oasi alassina dell’health & beauty armonicamente distribuita su tre piani all’interno di uno degli hotel più suggestivi. L’acqua viene prelevata dal mare (a 150 metri dalla costa) grazie a un percorso ad hoc che rende possibile godere dei benefici della talassoterapia in tutti i mesi dell’anno, in un ambiente inondato dalla luce naturale che entra attraverso le grandi vetrate della costruzione piramidale. Ciò rende l’esperienza proprio come stare in mare, tintarella compresa, grazie allo splendido solarium in terrazza.

 

2 ) Lo yoga in riva al mare

Un momento per dedicarsi al benessere e al relax, tra meditazione ed esercizio fisico. Ad Alassio è possibile fare una seduta di yoga anche in riva al mare, in spiaggia, per diversi mesi all’anno: questo è infatti quanto allestito da Essere Yoga e Benessere, la cui responsabile Lucia Ragazzi tiene lezioni gratuite in diversi orari e diverse location della città. Nessuna sorpresa, quindi, se anche in ottobre la si trova ad insegnare, ad esempio, sul tratto di spiaggia davanti al Grand Hotel.

3 ) Il vino Pigato DOC

Basta uscire qualche chilometro da Alassio per imbattersi nelle cantine che producono il Pigato, uno dei vini più rappresentativi della zona, grazie a una spiccata sapidità. Consigliamo una visita alla cantina BioVio, non solo per la qualità tout court dei suoi prodotti biologici, ma per la dimensione familiare dell’azienda agricola: basti pensare che Aimone Vio è stato premiato come Viticoltore dell’Anno 2017 dal Gambero Rosso. Insieme a olio Evo e confetture nascono così vini come il Pigato DOC MaRenèBon in da Bon e soprattutto il Grand- Père, tenuto sulle bucce senza aggiunta di lieviti. Si tratta di vini generalmente secchi, persistenti, con un’alta gradazione alcolica e profumi intensi. Perché il Pigato è un’attrattiva anche d’inverno? Perché è un vino che non fa magazzino: se ne producono poche bottiglie, che quindi finiscono in fretta…

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4 ) I Baci di Alassio by Balzola

Non chiamateli “Baci di dama”…. I “Baci di Alassio” sono un dolce brevettato: era il 1919 quando Pasquale Balzola, fondatore dell’omonima azienda nata nel 1902, comprese le potenzialità che il nascente fenomeno turistico poteva rappresentare e decise di creare un prodotto dolciario con discrete qualità di conservazione che si potesse vendere alla stregua di un souvenir da regalare al ritorno delle vacanze. L’idea ebbe grande successo; sfruttando i semplici e allora poveri ingredienti che il territorio poteva fornire, nacquero i “Baci”. Ancora oggi, che sono ambasciatori di Alassio nel mondo, vengono prodotti secondo l’antica ricetta originale di Rinaldo Balzola (già pasticcere personale di Vittorio Emanuele III).

5) Una visita a Cervo

A pochi chilometri da Alassio, vale la pena una visita a Cervo, uno dei Borghi più Belli d’Italia, per perdersi tra le stradine del centro storico che dal mare salgono fino al promontorio dal quale si erge la maestosa Chiesa di San Giovanni Battista, detta anche “dei Corallini” perché edificata proprio grazie ai contributi dei pescatori di corallo. Basta affacciarsi per godere della vista a picco sul mare e immaginare all’opera tanto i pescatori di corallo – per secoli l’attività principale dei suoi abitanti – quanto i pirati barbareschi che tra il XVI e il XVII secolo non lesinavano incursioni nella zona, attratti proprio dai traffici commerciali del corallo. Da visitare anche il Castello di Clavesana e, nel periodo giusto dell’anno, anche il Festival internazionale di musica da camera (anche detto Cervo Festival) e il “Cervo ti Strega”, evento culturale e letterario con i 5 scrittori finalisti dell’ambito “Premio Strega”.

6 ) Un soggiorno al Grand Hotel Alassio

Dal 1898 una delle eccellenze dell’ospitalità italiana, il Grand Hotel Alassio sta vivendo una nuova primavera grazie a una serie di collaborazioni, soprattutto a tema gastronomico, allestite dal general manager Gabriele Borgna con alcuni dei nomi più importanti della ristorazione, della pizzeria, della mixology e della gelateria italiane. Un soggiorno in una delle 61 camere dell’hotel – dal profilo esterno quasi austero, ma con un cuore moderno e accogliente, legato all’arte contemporanea – consente così di scoprire la cucina gourmet dell’executive chef Roberto Balgisi del ristorante Gazebo (con possibilità di mangiare praticamente sulla spiaggia) o le pizze d’ispirazione napoletana del bistrot 18.97.

Marco Gemelli

Classe 1978, sposato con due bimbi, giornalista professionista dal 2007, è membro della World Gourmet Society, dell’Associazione Stampa Enogastroagroalimentare Toscana e presidente della Italian Chef Charity Night.

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