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  Diecimila metri quadrati per seimila anni di storia: questo è il Parco e Museo Archeologico di Saint-Martin-de-Corléans, imponente struttura alla periferia occidentale della città che ospita al suo interno uno dei siti preistorici megalitici di maggiore rilevanza mondiale  Apre le porte proprio in questo mese di giugno il Parco e Museo Archeologico di Saint-Martin-de-Corléans, rendendo visitabile una vasta area che conserva testimonianze archeologiche dal 4000 al 1100 a.C. Il complesso include monumenti e vestigia decisamente straordinari, a partire dalle arature cultuali eseguite su tutta l’estensione del sito, agli allineamenti di 24 pali lignei rituali, interpretati come totem, e di 46 e più steli antropomorfe raffiguranti capi guerrieri, eroi o divinità, che formavano un vero e proprio santuario a cielo aperto; e ancora il monumentale dolmen che si innalza al centro degli scavi, posato su una piattaforma triangolare che ricorda una nave funeraria e circondato dalle tombe megalitiche delle famiglie più influenti della comunità. Il tutto è illustrato anche in 1200 metri quadrati di spazio espositivo didattico, nel quale trovano spazio anche importanti reperti quali macine e macinelli scoperti all’interno di grandi pozzi, nei quali sono stati recuperati cereali deposti dall’uomo come offerte, oggetti di ceramica, metallo, osso, conchiglia, provenienti dalle tombe, resti umani che raccontano la pratica della trapanazione dei crani in soggetti viventi. Nei pressi della chiesa di Saint Martin, che dà il nome al sito, i primi reperti furono riportati alla luce nel 1969, durante la costruzione di un complesso edilizio; in breve tempo emerse un vasto giacimento preistorico che attirò l’interesse degli studiosi e venne notificato dal Ministero. La Regione autonoma Valle D’Aosta acquistò quindi l’area e promosse regolari campagne di scavo durate oltre vent’anni; nel 2007 è stato infine aperto il cantiere che ha portato alla realizzazione del Parco Archeologico e del suo museo. Entrambi sono racchiusi in un unico edificio, concepito in modo da creare un dialogo tra i monumenti mantenuti nel loro ambito originario e il percorso espositivo, esplicativo e didattico. Ed è proprio questo a rendere unico questo luogo: ovvero la possibilità di avere, durante tutto il percorso museale – che si articola in sei sezioni – un affaccio ininterrotto e diretto sull’area di scavo. Il lungo percorso dell’uomo dal Neolitico all’Età del Ferro è dunque raccontato con energia e passione, e in futuro saranno presentate le epoche successive, dalla romanità al Medioevo. Per saperne di più: www.regione.vda.it

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