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Lievito padre

13 novembre, 2018

Bergamo, due volte bella

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 C’è quella “de höta”, cuore operativo e produttivo della provincia, e quella “de hüra”, un pugno di case adagiate su un colle, che racchiude la maggior parte del suo patrimonio storico e culturale custodito dagli oltre sei chilometri di mura venete, candidate a patrimonio Unesco  Nelle giornate terse, la vista dalle mura di Città Alta spazia dalla Madunina del Duomo di Milano al Monte Rosa e domina la pianura padana. Per raggiungerla ci si può inerpicare per un reticolato di ripide scalette o approfittare della suggestiva funicolare attiva dal 1888, all’uscita della quale ci si trova subito proiettati in un intrico di viuzze, angoli verdi e orti con primizie di stagione, splendidi giardini che adornano ville e palazzi, terrazzamenti coltivati per secoli con dedizione e fatica. In pochi minuti, dal centrale Viale Vittorio Emanuele si raggiunge Piazza Mercato delle Scarpe, cuore della Bèrghem de hüra. Seguendo i cartelli che conducono alla Rocca, si raggiunge il mastio dalla doppia cortina muraria che domina il Colle di Sant’Eufemia e regala un panorama straordinario. Ogni albero del grande parco è stato piantato in ricordo di un caduto bergamasco della Grande Guerra, l’antico edificio degli artiglieri veneti ospita invece il Museo del Risorgimento e della Resistenza. Imboccando Via Gombito, dominata dalla torre in cui ha sede l’ufficio turistico, ci si può concedere una sosta in Via Lupo su una delle panchine del Lavatoio dove sembra quasi di sentir echeggiare l’antico cicaleccio delle massaie che venivano qui a lavare i panni. Tornando sulla via principale, in pochi passi, la vista si apre su Piazza Vecchia, gioiello dell’architettura rinascimentale. Lo sguardo si posa sulla fontana Contarini, in marmo bianco, per poi alzarsi sulla facciata del XII secolo di Palazzo della Ragione, dominata dal leone simbolo della Serenissima. Nell’angolo svetta la Torre del Campanone, che ogni sera con i suoi 180 rintocchi ricorda l’antico coprifuoco.  Arte sacra, elisir d’amoreIl porticato del Palazzo, attraversato da una meridiana che indica le coordinate del punto in cui si trova e l’altezza sul livello del mare, conduce al cuore spirituale di Città Alta, la Cattedrale dedicata al Patrono Sant’Alessandro. Il museo che racchiude la lunga storia del Duomo invita ad abbassare lo sguardo e a scoprire sotto la cattedrale gli scavi archeologici che hanno portato alla luce due basiliche, di cui una paleocristiana. La Basilica di Santa Maria Maggiore, dall’austero impianto romanico con il pro-tiro dei leoni rossi a rendere solenne l’ingresso, condensa e stratifica un patrimonio di otto secoli, tanto da coprire con una tela del Seicento l’affresco dell’Albero della Vita del Trecento. L’attenzione del visitatore va agli arazzi fiamminghi e fiorentini, al coro con le celebri tarsie su disegni di Lorenzo Lotto e all’adiacente Cappella Colleoni che racchiude al suo interno affreschi del Tiepolo. Prima di lasciare Piazza Vecchia è impossibile rinunciare a un aperitivo al Caffè del Tasso, tra i locali più antichi d’Italia, fondato come osteria nel 1476. Il tour prosegue in Via Colleoni, naturale estensione di Via Gombito lungo l’antica Corsarola: l’ottocentesco Teatro Sociale è una cornice suggestiva per spettacoli e concerti. La via, costellata di piccole botteghe e locali, attraversa una torre e sbocca nella Cittadella, dove hanno sede il Museo Archeologico e quello di Scienze Naturali. Raggiunto Colle Aperto e superata Porta Sant’ Alessandro, un’altra funicolare porta al Colle di San Vigilio e al suo castello, baluardo difensivo della città fin dall’epoca romana. Dopo essersi spinti fino al Belvedere per ammirare la cintura dei colli, si torna al capolinea e si ridiscende a piedi verso Borgo Canale, dove si trovano la casa natale del musicista Gaetano Donizetti, la sede dell’antica Fabbrica di organi con affreschi del ‘500 e la Chiesa di Santa Grata. L’itinerario dell’autore de L’elisir d’Amore prosegue per gli appassionati in Via Arena, dove ha sede il Museo a lui dedicato.   Dove mangiareVineria CozziEnoteca dal 1848, cucina tradizionale rivisitata. Prezzo medio: 30 euroVia Colleoni, 22Tel. 035.238836www.vineriacozzi.it Hostaria Relais San LorenzoOffre l’esperienza unica di trovarsi nel cuore della storia tra i resti di un insediamento romano. Menu alla tradizione. Prezzo medio: 50 euroPiazza Lorenzo Mascheroni, 9Tel. 035.237383www.relaisanlorenzo.com  Dove dormireGombit HotelDesign-hotel che si rinnova di continuo, ospitando opere di artisti. Doppia da 150 euroVia Mario Lupo, 6Tel. 035.247009
www.gombithotel.it  Hotel Il GourmetResidenza patriarcale del Settecento. Stanze dalla vista straordinaria. Doppia da100 euro
Via San Vigilio, 1Tel. 035.4373004www.gourmet-bg.com

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