Viaggi del Gusto Magazine

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«L'Italia nel mondo? Moda, arte e cibo»

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 Tra i primi a credere nel potere del tubo catodico (già nel 2004 Magnolia lo contattò per la conduzione di Cortesie per gli ospiti), Alessandro Borghese è certamente un precursore. Prima della gastronomia televisiva, poi di quella sul web. Uno che, evidentemente, ci vede lungo. Chef istrionico e fantasioso, imprenditore di successo, fuoriclasse dell’audience grazie a programmi come Alessandro Borghese Kitchen Sound, Junior Masterchef Italia e Alessandro Borghese 4 Ristoranti, (nonché prezioso collaboratore de I Viaggi del Gusto), è l’uomo giusto, insomma, col quale fare una riflessione sul ruolo dei cuochi nel rilancio dell’economia italiana e dell’immagine del Paese nel mondo. Chef, che momento storico sta vivendo la ristorazione italiana?Oggi la cucina sta al passo con l’evoluzione della tecnologia, del palato e della moda; vengono utilizzati nuovi strumenti fondamentali per impastare o utili per cucinare, si eseguono piatti elaborati e internazionali. Si preparano le ricette della tradizione con innovazione e maggior consapevolezza. 
Ai The World’s 50 Best Restaurants, l’Osteria Francescana è stata premiata come miglior ristorante al mondo: è una vittoria che può aiutare l’Italia? 
È un riconoscimento al valore della cultura gastronomica italiana, alle tradizioni regionali e addirittura familiari, alle materie prima d’eccellenza. I media internazionali hanno riscoperto la nostra cucina, capito che la nuova generazione di chef ha saputo reinventarla e portarla in alto. Ora sta a noi chef, ristoratori, produttori ed estimatori della buona tavola, dimostrare quanto il settore enogastronomico in Italia sia stellare!
La visibilità mediatica degli chef ha effetti economici sul food italiano nel mondo?
La cucina in tv da una parte ha permesso al pubblico di conoscere i cuochi e dall’altra ha spinto molti a fare di una passione un lavoro. Sono stato un anticipatore di questa tendenza, che ha generato nuovi lavori legati al food per molti giovani, in tv e sul web, capaci di amplificare il racconto della cucina italiana anche all’estero. E, aggiungo, finalmente! Era ora che oltre all’arte, alla storia, al turismo, alla moda e pure al calcio, i riflettori internazionali venissero puntati sulla nostra cultura gastronomica. È un grande biglietto da visita nel mondo.
 Cosa è cambiato rispetto al passato?Si viaggia molto di più. Viaggiare è stato fondamentale per la mia crescita umana e professionale e oggi sono sempre più gli chef che tornano in Italia dopo aver riempito il loro bagaglio di esperienze estere… e il risultato è evidente! Il segreto è non “strafare”, il carattere tricolore è forte, ricco e gustoso e deve continuare a sentirsi in ogni ricetta.    Chef, territori, aziende agroalimentari: come si lavora per costruire filiere virtuose?Per diventare chef ci vogliono talento, studio, passione ed esperienza. Ma anche la materia prima è fondamentale per la riuscita di un buon piatto. Si lavora fianco a fianco con la propria brigata, i propri fornitori, fino ai piccoli artigiani e contadini, che diffondono nei loro prodotti l’esperienza di secoli di dedizione al territorio. Conservare la propria identità lavorativa, allo stesso tempo stare al passo coi tempi: questa è la mia filosofia. Raccontaci dei tuoi fornitori…La mia cucina ha una forte impronta territoriale; le materie prime sono il 90% del mio lavoro: le seleziono prima attraverso l’eccellenza dei prodotti regionali italiani, seguendo le stagioni e utilizzando anche prodotti internazionali, per piatti che fanno dell’eleganza e della semplicità un’avventura sempre nuova per il palato. La mia società AB Normal si occupa di food consulting, entertainment, banqueting e catering per eventi privati, pubblici e aziendali. Per soddisfare la richiesta dei tonnarelli trafilati al bronzo o dei tortelli ripieni e della pasta fresca, abbiamo aperto a Milano il primo pastificio artigianale Pasta Fresca – il lusso della semplicità, dove bravissime “sfogline” lavorano a mano e con professionalità il prodotto, senza additivi e coloranti e con attenta e scrupolosa valutazione degli ingredienti sempre freschi.

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