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In passato il viaggiatore low cost era associato al turista zaino in spalla: ostello e street food erano il suo biglietto da visita e un budget limitato con cui combattere fino alla fine delle ferie, il suo cruccio. Oggi tutti, dovendo scegliere una vacanza, agiamo oculatamente: ci sono voli a prezzi vantaggiosi e siti di comparazione online che offrono l’opportunità di scegliere la soluzione di soggiorno meno cara tra quelle disponibili, poiché categorie tradizionalmente collocate nel segmento di lusso sono oggi certamente molto più accessibili di tempo fa. E sarebbe sciocco non approfittarne. Perché, in fondo, il desiderio di tutti è ottenere il meglio dal proprio budget di viaggio.   C’è un’Italia accogliente, ancora onesta nei prezzi e sostenibile che è pronta ad accogliere a braccia aperte turisti e viaggiatori. Per comodità la possiamo chiamare Italia Low Cost ma è qualcosa di più di un brand commerciale, è fatta di storie e sogni, sapori e profumi, silenzi e musiche, panorami e memorie. Luoghi accessibili, dove il turismo è incontro, la promozione è fatta dal basso, coinvolgendo e valorizzando i soggetti che conservano e tutelano quei beni culturali, naturali e i tanti saperi che rendono una meta turistica attrattiva e unica. E noi vi portiamo in viaggio per quest’Italia, dall’estremo Nord al profondo Sud, per farvela conoscere, apprezzare o solamente sognare. In attesa della prossima vacanza. Le vette del risparmioAl di là del Cervino la nota, affollata e carissima Zermatt. Al di qua del Cervino la sconosciuta, tranquilla ed economica Chamois. In questo piccolo comune valdostano, situato a circa 1800 metri d’altezza in Valtournenche, non circolano auto e ci si muove solo a piedi tra la soleggiata piazza centrale – sulla quale si affacciano municipio, chiesa, bar e negozi – e le numerose frazioni raccolte attorno all’antico forno del pane. A Chamois ci si arriva camminando per un paio di ore su una faticosa mulattiera o molto più comodamente con la funivia. Si alloggia in un accogliente albergo tre stelle o in un simpatico rifugio affacciato su una prato panoramico, ai bordi di un bosco frequentato da una volpe curiosa. Qui si cammina, tra laghi, santuari, borghi, mulini e panorami; ci si rilassa sdraiati su prati fioriti; si scoprono i sapori della cucina valdostana, partendo dalla poesia dei formaggi provenienti dalle malghe. E tra luglio e agosto si fa festa in compagnia di artigiani, contadini, registi, musicisti ed escursionisti. All’altra estremità delle Alpi, in Alto Adige, ecco l’affascinante mondo dei masi, preziosi custodi di quello stupendo ambiente naturale Patrimonio dell’Umanità. Meglio evitare le località più note per rifugiarsi, senza andare troppo lontano da Bolzano, nei silenzi di piccole e suggestive vallate – come la Val Sarentino – o su altipiani incantati, come quello del Renon attraversato da un caratteristico trenino. Prati fioriti, boschi e cime lambite dai ghiacciai disegnano emozionanti panorami, tra i quali muoversi a piedi o in bicicletta partendo dai tanti masi che, accanto ai tradizionali lavori agricoli, hanno sviluppato una calda accoglienza agrituristica. Il segreto del successo di questo modello turistico è la capacità di fare rete, mettendo insieme aziende di promozione turistica e associazioni di contadini, operatori del turismo ed enti locali. Il cuore di questo sistema sono appunto i masi, in gran parte riuniti sotto il marchio Gallo Rosso. Luoghi dove alloggiare, condividere i piatti della cucina locale, scoprire l’artigianato tipico, immergersi nei ritmi della vita contadini, partire per passeggiate tra erbe aromatiche, ruscelli, boschi e paesaggi. Una vacanza emozionale, particolarmente adatta alle famiglie con bambini, attenta al portafoglio e ricca di emozioni e opportunità. Colline “soavi”, come farfalle…Se le altitudini della montagna non fanno per voi ecco venirvi in soccorso le dolci colline. Come quelle attraversate dai filari di uva Garganega, nella Pedemontana Veneta. Anche qui il successo dell’offerta di una vacanza a prezzi accessibili è legato alla capacità di fare sistema. Cantine, agriturismi, alberghi, trattorie, frantoi ed enti pubblici si sono raccolti attorno alla Strada del vino Soave che propone vacanze adatte a tutti… anche agli astemi. Lungo il cammino si incontrano infatti borghi medievali, come Soave e Colognola ai Colli; cantine che propongono l’adozione di un filare per sentirsi viticoltore e ricevere 12 bottiglie di vino all’anno, con etichette personalizzate; insoliti musei e tanti itinerari per i cicloturisti. Splendida la Pesciara, giacimento fossilifero unico nel suo genere dove, oltre alla possibilità di osservare le gallerie da cui sono stati estratti i fossili e di visitare il vicino museo, si possono aprire piccole lastre, frutto degli scarti di lavorazione degli scavi ufficiali. I più fortunati possono trovare alghe, foglie e piccoli pesci fossili, ovviamente non importanti dal punto di vista scientifico, da portare come ricordo a casa. Molto più a sud, affacciate sul Mare Adriatico, ecco le colline del Molise. Dominate dalla sguardo severo della Maiella sono ancora in gran parte poco frequentate. Qui il turismo muove i suoi primi passi, grazie anche ad avventure coraggiose come quella intrapresa nella dolce campagna collinosa di Petacciato, dove si ammira una suggestiva torre di avvistamento del Cinquecento, dalla Fattoria di Vaira, la più grande azienda biodinamica dell’Italia del sud. Qui si trova un accogliente ed economico agriturismo, con le camere sparse per le case del vecchio podere e un ristorante che utilizza principalmente prodotti dell’azienda agricola, dal quale partire per visitare l’entroterra molisano. Tra le mete più interessanti l’Oasi di Guardiaregia, con un sentiero che conduce a spettacolari fenomeni carsici, e l’Oasi Lipu di Casacalenda, alle pendici dei Monti Frentani, conosciuta anche come l’oasi delle farfalle.    I mari del SudProseguendo verso sud e costeggiando il mar Adriatico eccoci nel Salento, che conta ben tre località (Gallipoli, Porto Cesareo e Otranto) nella top ten del Summer Vacation Value Report, studio di TripAdvisor che identifica la dieci migliori destinazioni estive a costi accessibili per i turisti italiani. Evitando le località più gettonate, incluse le tre citate dalla ricerca, si può fare rotta verso le Marine di Melendugno (San Foca, Torre dell’Orso, Roca, Torre Specchia e Torre Sant’Andrea), proprio a metà strada tra Lecce e Otranto. Bandiera Blu 2015, questo tratto di costa è interessato da alcuni anni da un coraggioso progetto di turismo ecocompatibile, con trasporto pubblico elettrico, pulizia assicurata anche sulle spiagge libere, vaste aree pedonali, iniziative culturali e di riqualificazione del territorio, dei suoi prodotti e dei beni culturali, quali le aree archeologiche di Roca. Meno interessate dalla movida che rende fin troppo frizzanti le notti sulla costa ionica, queste spiagge risultano più vivibili, meno costose e altrettanto affascinanti. Nell’entroterra, il Salento grecanico, dove si parla ancora il griko, con piccoli borghi dal fascino barocco, numerose feste dove le note della pizzica incontrano i sapori genuini della cucina contadina e tante masserie dove alloggiare all’ombra degli olivi, qui non ancora attaccati dalla Xilella. Risalendo la penisola lungo la costa tirrenica, a sud di Salerno si incontra il litorale protetto dal Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. È una delle aree naturali italiane più interessanti, che alterna a severi ambienti naturali rilassanti baiette affacciate su un mare ancora cristallino. Senza dimenticare suggestivi beni culturali, come la Certosa di San Lorenzo di Padula, il semi sconosciuto sito archeologico di Roccagloriosa e l’affascinante borgo medievale abbandonato di San Severino di Centola. Per non parlare della magnificenza dei vicini templi di Pasteum. Per vivere al meglio la costa del parco in estate si può alloggiare nella più economica e meno affollata località di Scario, da dove si parte per escursioni in barca lungo la Costa degli Infreschi, che separa il borgo marinaro dalla più nota Marina di Camerota e da Palinuro. Una ventina di chilometri scarsi di litorale selvaggio costellato da grotte, torri d’avvistamento, spiagge ghiaiose e rocce a strapiombo, raggiungibili solo via mare o attraverso sentieri quasi impraticabili. All’interno il monte Bulgheria e alcuni interessanti borghi contadini sede di piccoli caseifici artigianali dove acquistare mozzarelle, fiordilatte e ricotte ancora tiepide. On the roadAnche in Italia si può infine fare una vacanza “sulla strada”, alla scoperta di quel Paese ingiustamente definito minore dove qualità della vita, sostenibilità, natura, saperi e sapori si danno ancora la mano, per il piacere del turista e del suo portafoglio. Tra i tanti itinerari possibili, quello coast to coast che attraversa la piccola Basilicata. L’insolito viaggio tra la costa tirrenica e quella ionica inizia a Tramutola, borgo ricco di sorgenti, fontane, antiche badie e palazzi patrizi. Tocca l’antica città romana di Grumento Nova, con il suo Parco Archeologico; il caratteristico borgo di Montemurro e Guardia Perticara, uno dei Borghi più Belli d’Italia dove sono state girate scene di film come Cristo si è fermato a Eboli e Basilicata coast to coast. Aliano, sede dell’esilio di Carlo Levi, dedica allo scrittore un Parco Letterario, mentre nella chiesa di Sant’Arcangelo si ammirano due grosse mascelle ed una testa triangolare munita di corni e denti aguzzi, che si narra appartenessero ad un feroce drago che uccideva i contadini. Da non perdere il paese fantasma di Craco, uno dei luoghi più suggestivi dell’itinerario e location di molti film, tra i quali The Passion di Mel Gibson, e ovviamente Matera con i suoi Sassi, Capitale Europea della Cultura 2019. Per l’altro on the road italico si deve risalire la penisola, superare Roma e raggiungere Viterbo, città di Papi, osti, vini e antiche suggestioni. Pur trovandosi a pochi chilometri dalla capitale, Viterbo e la Tuscia, sono luoghi poco frequentati dai turisti e proprio per questo sono ancora capaci di riservare piacevoli e impreviste sorprese. A partire da Viterbo, uno dei centri storici medievali più vasti e meglio conservati d’Europa, con il celebre e spettacolare Palazzo dei Papi edificato nel Duecento e il Quartiere di San Pellegrino, dove il tempo pare essersi fermato. Proseguendo verso nord, in direzione del lago di Bolsena, il più grande bacino italiano di origine vulcanica, si arriva a Montefiascone, un altro gioiello del medioevo italiano. Qui si visita la panoramica Rocca dei Papi, eletta a sede di rappresentanza papale in Italia nel periodo Avignonese, e si sorseggia direttamente in cantina il famoso bianco Est Est Est. La leggenda vuole che il nome di questo vino sia legato al viaggio che nell’anno 1111 Enrico V di Germania fece con il suo esercito verso Roma per ricevere dal papa Pasquale II la corona di Imperatore del Sacro Romano Impero e al vescovo Johannes Defuk, grande intenditore di vini e di osterie. Da Montefiascone si può poi proseguire a piedi o in bicicletta lungo l’antico percorso della Via Francigena, alloggiando negli accoglienti ed economici agriturismi della zona. Per saperne di più:www.infochamois.itwww.sarntal.comwww.renon.comwww.gallorosso.itwww.stradadelvinosoave.comwww.fattoriadivaira.itwww.oasiguardiaregiacampochiaro.itwww.cilentoediano.itwww.parcolevi.itwww.francigenalazio.it

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