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Tra i capolavori del Palladio

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 Inserite nella lista Patrimoni dell’Umanità, per secoli oggetto di studio e d’ispirazione per gli architetti europei, questi capolavori dell’architettura veneta si svelano ancora oggi ai nostri occhi in tutto il loro fascino. Da Lonedo a Losco Caldogno a Finale di Agugliaro, un tour fuori dai soliti itinerari ci porta alla scoperta di queste dimore cinquecentesche uniche nel loro genere    “…Se la Natura non somministrerà le fondamenta, sarà di mestieri cercarle con l’arte…”, scriveva Andrea Palladio nel 1570 nel suo trattato I quattro libri dell’architettura. Maestoso, imponente, grandioso, questo lo stile delle costruzioni realizzate dal più importante architetto della Repubblica di Venezia in cinquant’anni di attività, tra il 1530 e il 1580. Di lui sono note soprattutto le numerose ville costruite per le famiglie della borghesia e dell’aristocrazia veneta, 24 delle quali, negli anni ’90, sono entrate a far parte del patrimonio Unesco. La provincia di Vicenza è quella che ne conta il maggior numero, anche se non tutte, purtroppo, sono aperte al pubblico. Storie di case e casateCon un percorso che esula dai classici itinerari turistici, partiamo da Villa Godi Malinverni nel piccolo centro di Lonedo, frazione di Lugo di Vicenza, nell’alto vicentino. Pare sia la prima villa costruita da Palladio su commissione dei fratelli Girolamo, Pietro e Marcantonio Godi come residenza di campagna. Immersa nel verde dei colli, la villa sovrasta la pianura sottostante attraversata dal fiume Astico e, passeggiando nel parco con piante secolari e con i suoi 2600 metri di viali, si arriva fino a un laghetto coi cigni dove c’è un angolo delle memorie dedicato alle persone care vissute nella villa, il cui nome è inciso su piccole stele. Non c’è da meravigliarsi, dunque, se il regista Luchino Visconti nel 1954 abbia scelto di girare proprio qui, in quest’angolo di paradiso, il suo celebre film Senso. A poche centinaia di metri da Villa Malinverni sorge il complesso di Villa Piovene. Pura coincidenza? Beh, non esattamente. A dirla tutta, pare ci fosse una certa rivalità tra le famiglie Godi e Piovene, che non portò a nulla di buono, tanto che si arrivò a un tragico epilogo: l’omicidio di uno dei due contendenti. A parte i pettegolezzi, ci restano la scenografica scalinata a cui introduce un bel cancello settecentesco. Due barchesse porticate affiancano il corpo principale dell’edificio che nasconde alle sue spalle un parco all’inglese di gusto romantico, con grotte naturali, piante secolari e sorgenti d’acqua. Annesso alla villa, vi è l’oratorio privato del XV secolo dedicato a San Girolamo. Peccato che gli interni della villa non siano visitabili.   Sfoglia la gallery:  Magnificenze incompiuteIn prossimità di Vicenza, facciamo tappa a Villa Caldogno, nell’omonimo paese, dove nel 1541 Losco Caldogno, un commerciante di seta, aveva ricevuto in eredità una corte agricola della cui ristrutturazione venne incaricato il Palladio. Attuale sede della biblioteca civica, la villa vanta una ricchissima decorazione pittorica a opera degli artisti Giovanni Antonio Fasolo e Battista Zelotti. Proseguendo lungo la Riviera Berica, sulle alture di un colle appena fuori dalla mura di Vicenza, si erge in tutta la sua maestosità Villa Almerico Capra di Vicenza conosciuta ai più come La Rotonda. Una villa-tempio, sorta di modello ideale che purtroppo Palladio non riuscì a completare. L’architetto morì infatti nel 1580, all’età di 72 anni, per cause sconosciute. Cinque anni più tardi l’imponente struttura fu portata a termine da Vincenzo Scamozzi. Voluta dal cardinale Paolo Almerico come residenza suburbana con funzioni di rappresentanza, la villa passò poi nel 1591, a Mario e Oderico Capra e, dal 1911 alla famiglia Valmarana che ne è l’attuale proprietaria e che, negli anni ’80, l’ha aperta al pubblico. Scriveva Goethe dopo la visita a La Rotonda: “Forse mai l’arte architettonica ha raggiunto un tal grado di magnificenza”. Una magnificenza che si ritrova anche nelle sontuose decorazioni del soffitto semisferico con gli affreschi di Alessandro Maganza, mentre sulle pareti laterali sono raffigurate divinità greche dipinte, nel XVIII secolo, da Louis Dorigny. I mercoledì al soleSolo 35 km separano La Rotonda da Villa Saraceno a Finale di Agugliaro nel basso vicentino. Acquistata nel 2004 dalla fondazione inglese The Landmark Trust, guidata nientepopodimeno che dal principe Carlo d’Inghilterra, la villa, dopo molti anni di abbandono, è stata completamente ristrutturata e ogni mercoledì – da aprile ad ottobre – accoglie i visitatori che possono ammirare i bei dipinti sulla volta della loggia, i fregi delle sale ed i soffitti lignei. Originariamente era un vecchio casale di proprietà di Biagio Saraceno, membro del consiglio di Vicenza, il quale si rivolse al Palladio per un intervento di restauro che l’architetto eseguì sul corpo principale creando un edificio dalle linee semplici e sobrie che ben si armonizza con la natura circostante. D’altronde è stato lo stesso Palladio ad affrontare il tema, tanto dibattuto nel ‘500, del rapporto fra civiltà e natura sostenendo che la suprema civiltà consiste nel raggiungere il perfetto accordo con la natura, senza rinunciare a quella coscienza della storia che è la sostanza stessa della civiltà. Che dire: lungimirante, no?  Ci piace/Non ci piaceCi piaceIl catalogo on line delle ville venete aperte al pubblico consultabile al sito www.irvv.netNon ci piaceChe molte ville abbiano degli orari di visita ridotti o siano accessibili solo previa prenotazione e che non siano attrezzate per l’accesso ai disabili.  L’idea in piùRaro trovare esempi di architettura barocca in Veneto, ecco perché Villa Fracanzan Piovene, ai piedi dei Colli Berici, val bene una visita. Progettata nel 1710 dall’architetto Francesco Muttoni, grande studioso del Palladio, la villa ospitò Elisabetta Turra Caminer, prima donna in Italia a dirigere un periodico, il Giornale Enciclopedico. La barchessa ospita il museo della vita quotidiana con strumenti di lavoro ed attrezzi agricoli. Il bozzetto originale della villa è conservato nella Library of Congress di Washington. Per saperne di più:www.visitpalladio.comwww.villevenete.netwww.vicenzae.orgwww.villafracanzanpiovene.com  Info utiliPosta strategicamente nel cuore del Veneto, Vicenza è facilmente raggiungibile sia in treno con numerosi collegamenti ferroviari da nord e da sud, sia in auto con due svincoli autostradali diretti sulla A4 ed uno sulla A31. Gli aeroporti più vicini sono Verona, Venezia e Treviso. Un prezioso aiuto per organizzare al meglio il proprio “giro delle ville” è il sito www.villevenetetour.it dove trovare percorsi di turismo culturale o costruire itinerari personalizzati.   Scelti per voiDove mangiare Trattoria Molin VecioAll’interno di un vecchio mulino del 1520, la famiglia Boschetto propone una cucina tradizionale veneta rivisitata. I piatti sono arricchiti dalle erbe aromatiche dell’orto officinale.Prezzo medio: 40 euroVia Giaroni, 116Caldogno (Vi)Tel. 0444.585168www.molinvecio.it Spinechile ResortUna romantica oasi nascosta tra le colline di Schio, dove lo chef Corrado Fasolato, con la sua arte culinaria creativa, si è guadagnato una stella Michelin. Menu degustazione da 60 euroContrà Pacche, 2Tretto di Schio (Vi)Tel. 0445.1690107www.spinechileresort.com Le VescovaneIn un’antica casa colonica, una splendida azienda agrituristica dove poter degustare piatti del territorio, come il risotto con le erbette di campo, e riposare nelle camere ricavate nella torre del 1400. Menu degustazione da 28 euro. Doppia con colazione da 80 euro
Via San Rocco, 19
Longare (Vi)
Tel. 0444.273570
www.levescovane.com   Dove dormire GBH HotelNel centro storico, un hotel di charme dal fascino retrò. Doppia da 146 euroViale A. Giuriolo, 10VicenzaTel. 0444.326458www.gboutiquehotel.com Hotel PalladioAccoglienza raffinata in quella che era la cinquecentesca torre dei dazi, a due passi dalla Basilica Palladiana e dal Teatro Olimpico. Doppia da 160 euroContrà Oratorio Dei Servi, 25Vicenza
Tel. 0444.325347
www.hotel-palladio.it

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