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Lievito padre

13 novembre, 2018

Urbino, la città ideale

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 Ha segnarne il destino due cittadini illustri: Federico da Montefeltro e Raffaello Sanzio. Come dire, la quintessenza del Rinascimento, che infatti fu per questo piccolo centro immerso nelle colline marchigiane un periodo di assoluto splendore. Patrimonio Unesco dal 1998, tra le sue viuzze dalle pendenze estreme conserva un patrimonio artistico unico al mondo  Fra le colline del Montefeltro, la città di Urbino compare quasi a sorpresa mentre si percorrono le serpeggianti strade che salgono e discendono fra il verde della campagna marchigiana. Eccola, un po’ per magia: vista dalla trecentesca Rocca di Albornoz sul punto più alto del monte San Sergio, Urbino è un’opera d’arte che guarda l’ondulato territorio circostante, fulcro di quel passaggio fra Medioevo e Rinascimento che ha definito in maniera indelebile, attraverso l’illuminata presenza del Duca Federico, i contorni delle terre vicine.   Un palazzo a forma di cittàAntico insediamento romano, Urbino diventa, insieme a Firenze, culla del Rinascimento italiano; dal 1506 è sede di una delle più importanti Università europee e il suo centro storico divenne patrimonio Unesco già nel 1998. Fulcro di una potente signoria che vedeva nella figura del Duca di Montefeltro l’astro più fiammeggiante, l’opera più maestosa e presto divenuta simbolo della città è di conseguenza il Palazzo Ducale, edificato nel corso del XV secolo dai più grandi architetti dell’epoca. “Palazzo a forma di città” lo definì il letterato e diplomatico Baldassarre Castiglione. Il Palazzetto della Jole è il nucleo più antico dell’edificio, voluto dal padre di Federico, Guidantonio, costruito congiungendo due antichi edifici ducali in un palazzo intermedio, semplice e funzionale, su tre piani sotto la guida dell’architetto fiorentino Maso di Bartolomeo. All’interno di questa porzione di palazzo si trova l’Appartamento di Jole, così chiamato per l’imponente camino ornato dalle figure di Ercole e Jole ed ospita, fra le altre opere d’arte, la lunetta originale in ceramica invetriata di Luca della Robbia, che originariamente decorava il portale rinascimentale dell’antistante Chiesa di San Domenico. Gli ultimi lavori del Palazzo vennero affidati all’architetto senese Francesco di Giorgio Martini che garantì all’edificio la sua forma raffinata ed elegante, fatta di decorazioni ricercate ma semplici, mantenendo allo stesso tempo un carattere pratico e funzionale. Un edificio che il grande mecenate e amante delle arti riempì dei maggiori artisti, scienziati e letterati dell’epoca che celebrarono il Duca e tutto il territorio con opere di incredibile rilievo internazionale. Alcune di queste ancora oggi ammirabili in tutto il loro splendore all’interno della Galleria Nazionale delle Marche. Fra le tante, spiccano Flagellazione e Madonna di Senigallia del padre della prospettiva pittorica, Piero della Francesca e La Profanazione dell’Ostia di Paolo Uccello. Un’opera cruciale che fa parte della Galleria dal 1927 è il Ritratto di Gentildonna (la Muta) di Raffaello Sanzio, e le 14 tele raffiguranti Uomini illustri, originariamente collocate nello Studiolo del Duca (altre 14 sono esposte al Louvre di Parigi), la celebre saletta privata che ricreava uno spazio dedicato allo studio e alla riflessione. A comporre questo delizioso angolo privato di intarsi lignei fu chiamato Baccio Pontelli mentre a tradurre in fiaba la facciata a torricini l’incarico cadde sull’architetto Luciano Laurana. Allo stesso, non senza controversie da parte di alcuni storici dell’arte, si attribuisce il dipinto della Città ideale, luogo utopico e fantastico perfetto per la simmetria e le geometrie di cui si costituisce lo spazio urbano, altro pezzo forte della Galleria. Ancora all’architetto dalmata si deve il cortile d’onore e la Sala del Trono che rappresentano il centro della frizzante vita sociale e culturale che il Duca creò alla sua corte nella seconda metà del Quattrocento.    A casa di RaffaelloAll’interno del Palazzo Ducale trova spazio anche il Museo archeologico, ricca raccolta di iscrizioni romane, cippi e urne funerarie. Una vasta raccolta di opere di carattere religioso è invece conservata presso il Museo Diocesano Albani mentre un imponente ciclo di affreschi realizzati dai fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni da San Severino Marche nel primo Quattrocento si trova presso l’Oratorio di San Giovanni. Altrettanto imperdibile è il complesso scultoreo raffigurante la Natività di Cristo, opera di Federico Brandani, nella chiesa di San Domenico, che si apre con l’entusiasmante portale in travertino di Maso di Bartolomeo. La casa natale di Raffaello Sanzio, oltre a mostrarsi nell’affascinante struttura di abitazione privata rinascimentale, custodisce un affresco attribuito al pittore e una bella Annunciazione dipinta dal padre, Giovanni Santi. Poco fuori dalla cinta muraria il Mausoleo dei Duchi fa parte di un complesso conventuale realizzato da Francesco di Giorgio Martini nella seconda metà del XV secolo per ospitare la tomba del duca Federico III e quelle dei suoi successori.   Casciotta magistralisDopo la grande stagione rinascimentale la città di Urbino ha conosciuto nuovi splendori nel Settecento, a seguito dell’elezione al soglio pontificio di Clemente XI, della famiglia Albani. Oggi, grazie all’importanza che si è ritagliata l’Università nel panorama culturale nazionale (e non solo) e grazie all’imponente patrimonio storico su cui può contare, Urbino rappresenta meta assai ambita da parte del turismo nord europeo e asiatico. Grazie alle circostanti campagne, la tradizione culinaria urbinate gioca peraltro un ruolo fondamentale nell’attirare viaggiatori di breve raggio. Accanto alla Casciotta d’Urbino Dop, formaggio semistagionato di pecora, e al Prosciutto di Carpegna Dop la cucina trasforma le materie prime in succulenti primi piatti come i passatelli in brodo o la crescia urbinate, una sorta di focaccia che si mangia calda con salsiccia o erbe di campo, o ancora prosciutto o formaggio. Non è forse anche questa cultura?   Gita a Macerata FeltriaDa Urbino merita la visita in giornata questo villaggio dalle straordinarie risorse artistiche. Si visiti la Pieve romanica di San Cassiano e i vicini scavi di Pitinum, la Chiesa di San Michele che conserva il Crocifisso trecentesco di Olivuccio di Ciccarello e il Teatro Angelo Battelli. Prima di andarsene, passaggio dalle Terme per acquisto di cosmetici all’acqua termale.   INFO UTILICome arrivare: da Roma uscita sulla A1 Settebagni e proseguire sulla SS3; da Milano A1, poi imbocco A14 a Bologna con uscita Pesaro-Urbino.Per saperne di più:www.turismo.pesarourbino.it  CI PIACE/NON CI PIACECi piace: che l’arte abbia dato origine ad una florida economia. Altri borghi dovrebbero ripetere questa scelta.Non ci piace: il fatto che, come molte città d’arte, venga presa d’assalto durante le vacanze estive. Spesso ciò non permette di godere appieno delle opere artistiche.   L’idea in più:Urbino possiede una lunga tradizione di artigianato artistico. Famosi sono stati in passato i suoi orafi, ebanisti, ceramisti, stuccatori, tessitori. Un percorso che privilegi la conoscenza di queste arti che ancora vengono praticate nelle botteghe del centro può essere un valido modo per conoscere più da vicino la città. Inoltre nella seconda metà di luglio si tiene il Festival Internazionale di Musica Antica.   SCELTI PER VOIDove mangiareLa Vecchia FornarinaIn pieno centro, sotto i volti in mattoni, si celebra la cucina tradizionale del Montefeltro. Piatti di sostanza a prezzi abbordabili. Si mangia con 25 euroVia Giuseppe Mazzini, 14Urbino (PU)Tel. 0722.320007  Ristorante NenèAccorta gestione familiare per una cucina che predilige piatti della tradizione e carni alla brace. Il pane esce dal forno a legna. Spesa media di 34 euroLocalità CrocicchiaUrbino (PU)Tel. 0722.2996  Dove dormireTenuta Santi Giacomo e FilippoI declivi dove sorge il borgo appartenevano alla famiglia dei Sanzio. Riposante scelta che può contare anche su un qualificato centro benessere. Doppia da 98 euroVia San Giacomo in Foglia, 7Urbino (PU)Tel. 0722.580305   Cà Virginia Country HouseLa ristrutturazione di un casolare di collina è stata eseguita per accogliere nel migliore dei modi clienti esigenti e bisognosi di riposo. Non manca bel centro benessere. Doppia da 40 euroLocalità Foglia SeccaMontecalvo in Foglia (PU)Tel. 0722.580781   

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