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Il Salento, tradizioni e tentazioni

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Orecchiette alle cime di rapa

Santa Lucia si contende, con Babbo Natale e la Befana, la fama di dispensatrice di doni che addirittura, rispetto a Santa Klaus, anticipa in pieno Avvento, per la gioia dei bambini. Al Nord come al Sud questa santa, vergine e martire della religione cristiana, viene venerata nel culto della tradizione popolare con molte celebrazioni collegate al 13 dicembre, il giorno più corto che ci sia, così vicino al solstizio d’inverno che si festeggia consuetamente con fuochi e falò, quasi per aggiungere luce alle buie e fredde giornate che preparano al Natale e accompagnano alla conclusione naturale dell’anno solare.

Santa Lucia (foto di Germana Cabrelle)

Nel Salento, precisamente a Tiggiano, c’è una chiesa intitolata a questa santa, raffigurata con due bulbi oculari adagiati sul palmo della mano sinistra, mentre con la destra tiene una frasca di palma: è considerata la protettrice della vista e di tutte le patologie legate agli occhi. Tiggiano, come Lecce e buona parte del Salentino, onora tutti gli anni la ricorrenza di Santa Lucia con eventi in piazza, luminarie e mercatini dove sono in vendita per lo più prodotti tipici legati al Natale, statuine e allestimenti scenici per il presepe ma soprattutto quei bulbi oculari che, sotto forma di biscotti a base di un morbido impasto di frolla con mandorle e al centro due chicchi d’uvetta sultanina, sono considerati i dolci di Santa Lucia.

I dolci di Santa Lucia (foto di Germana Cabrelle)

I dolci di Santa Lucia (foto di Germana Cabrelle)

IL SALENTO, COCKTAIL DI BELLEZZE DOVE ANCHE L’ATTRICE HELEN MIRREN CI HA LASCIATO IL CUORE

La Puglia, si sa, è apprezzata per la qualità del cibo e per i suoi paesaggi, soprattutto da vip e celebrities internazionali che hanno eletto il tacco d’Italia, e in modo particolare il Salento, come meta preferita per le loro vacanze. L’attrice Helen Mirren ha acquistato, a Tiggiano, una masseria dove trascorre molti mesi all’anno immersa nell’entroterra agreste fatto di muretti a secco e vicinissimo al mare di Marina Serra. L’attrice inglese, Premio Oscar e interprete di The Queen, è anche co-titolare di una ex farmacia in centro a Tricase, in Piazza Pisanelli, ora divenuta un locale mixologist di tendenza, che si chiama Farmacia Balboa Bar, in rispetto ai muri d’origine dove si vendevano medicamenti in camice bianco. La carta  dei drink è stata stesa con le preferenze dell’attrice e Farmacia Balboa è un punto di ritrovo di fascino per i giovani del posto, nel cuore di una cittadina che trasuda storia e arte, tradizioni e folcklore in un autentico cocktail di bellezze. E dove dentro, i bartender, indossano lo stesso camice da farmacista di un tempo.

Farmacia Balboa (foto Germana Cabrelle)

 

LA CUCINA AUTENTICA E AUTOCTONA, CON PESTANACHE E OPUNZIE

Sempre in piazza a Tricase, proprio di fronte a  Farmacia Balboa, c’è il ristorante, Lemì Cozze & Gin, che  non è stellato ma poco ci manca: lo chef Ippazio Turco prepara raffinatissimi piatti con le materie prime del posto. E’ cucina di mare e di terra, la sua, di quella terra che è anche orto e che per i colori delle guarnizioni dei piatti della tradizione – come la crema di ceci e cicoria –

Chef Ippazio Turco

Chef Ippazio Turco

si affida all’azzardo cromatico rosa acceso delle opunzie e all’arancio della pestanache, che qui sono una radice fittonante tipica, somigliante alle carote per estetica ma diversa nel gusto. Sono coltivate anche nell’azienda agricola Sante Le Muse, un luogo dove si mangia, si gioca, ci si eleva in conoscenza.

Pestanache di Tiggiano (foto di Germana Cabrelle)

Pestanache di Tiggiano (foto di Germana Cabrelle)

La buona cucina è anche quella solidale di Celacanto, associazione che fa da fulcro e sodalizio di più associazioni in uno spazio creativo e ricreativo (una ex casa cantoniera) che domina il mare, propone laboratori didattici e attività ludiche per grandi e piccini attorno a un tavolo che a ora di pranzo e cena diventa desco accogliente per degustare ottime orecchiette alle cime di rapa, invitanti insalatone, pasticciotti e fruttoni per finale.

Pasticciotti e fruttoni

Pasticciotti e fruttoni

E sarà per le vetrate che affacciano sul mare, o per gli arredi insoliti e variopinti, ma Celacanto è un caleidoscopio di colori mediato da una luce particolare, quella luminosità abbacinante che si trova solo qui, in Salento.

Celacanto (foto di Germana Cabrelle)

Un altro indirizzo goloso meritevole di segnalazione per un ricco pranzo e cena è Madamadorè, in via Solferino a Tiggiano, che si definisce “trattoria del territorio”; ed in effetti, in un ambiente dalle caratteristiche tipiche pugliesi con tanto di caminetto e soffitto a volta, vengono serviti piatti della tradizione davvero prelibati come ottimi formaggi vaccini, caprini e ovini.

Formaggi di Madamadorè (foto di Germana Cabrelle)

Formaggi di Madamadorè (foto di Germana Cabrelle)

Tiggiano esprime un’altra curiosità: qui c’è colui che si definisce “il re della Mortadella”: Giuseppe Alessio, che nel supermercato di famiglia si è ritagliato un trono rosa, tutto per sé,  da dove elogia la bontà del salume che provvede egli stesso a confezionare coi pistacchi. Una fama nata, a suo dire, sempre su input di Helen Mirren che quando si recava a fare la spesa al suo punto vendita acquistava la mortadella tessendone le lodi e definendo Giuseppe il re della Mortadella. Da lì il passo è stato breve: con un buon seguito sui social abbinato a una vistosa 500 XL fatta produrre in un originale color confetto, la salita al trono del gusto è stata unanimemente proclamata e tuttora riconosciuta.

Giuseppe Alessio, il re della mortadella (foto di Germana Cabrelle)

Giuseppe Alessio, il re della mortadella (foto di Germana Cabrelle)

 

TRAME D’ECCELLENZA E ALTA SARTORIA ARTIGIANALE

Laboratorio per definizione è invece la Tessitura Calabrese, nei cui ambienti di Tiggiano intere stanze sono dedicate a grandi orditoi e telai meccanici che incessantemente filano tovaglie e copriletti, trapunte e imbottite, coordinati letto realizzati anche per griffes famose.

Tessitura Calabrese (foto Germana Cabrelle)

Tessitura Calabrese (foto Germana Cabrelle)

Sempre rimanendo in tema di alto artigianato, un nome su tutti esprime la qualità del Salento: il Cappellificio Doria 1905, di Maglie

Cappello Doria (foto Germana Cabrelle)

Cappello Doria (foto Germana Cabrelle)

 

dove la famiglia D’Oria confezionava berretti storici che ora vendono boutique rinomate di tutta Italia come Leonardo Nuccio in centro a Tricase, specializzata in abbigliamento di lusso che raduna il meglio della produzione d’eccellenza pugliese e del made in Italy.

Leonardo Nuccio (foto di Germana Cabrelle)

Leonardo Nuccio (foto di Germana Cabrelle)

Per un souvenir apprezzato da portare a casa, Emporio Mediterraneo a Tricase ha un buon assortimento di tovagliato e stovigliato tipico. Se invece si opta per regalare o fare scorta di olio, vino e taralli Delizie Salentine ha in vetrina gli ottimi (per qualità prezzo) Negroamaro della Cantina Due Palme.  

Emporio Mediterraneo (foto di Germana Cabrelle)

Emporio Mediterraneo (foto di Germana Cabrelle)

Questa porzione di Salento e in modo particolare il Parco Regionale Costa Otranto, Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase,

Orecchiette alle cime di rapa

Orecchiette alle cime di rapa (foto di Germana Cabrelle)

che si estende su oltre cinquanta chilometri di costa e 3200 ettari di territorio, la si può visitare, oltre che in auto, anche in motorino elettrico, ossia con gli arancioni ecoscooter messi a disposizione da Scooting Salento.

Ecoscooter (foto Germana Cabrelle)

Ecoscooter (foto Germana Cabrelle)

E quando invece ci si vuole fermare e soggiornare, il bed & breakfast Rosa dei Venti ha stanze ampie e confortevoli, una cucina accogliente e dei padroni di casa gentilissimi che ospitano a un costo ragionevole.

LUNGO LA STRADA PER LECCE CON LA BELLEZZA SOTTO GLI OCCHI

Girando e spostandosi di diversi chilometri in direzione di Lecce, si giunge a Corigliano d’Otranto, deliziosa cittadina famosa per il suo Arco Lucchetti (da Lucchetta il cognome di un’antica famiglia del posto) che delimita l’ingresso di un cortile ed è costituito da tre elementi monolitici in pietra leccese: un architrave a sesto ribassato ben conservato e due piedritti corrosi nella metà inferiore, interamente scolpiti. Arco Lucchetti si trova nel cuore della Grecìa Salentina ed è una delle opere più significative del territorio di Corigliano d’Otranto.

Arco Lucchetti (ph. Germana Cabrelle)

Arco Lucchetti (ph. Germana Cabrelle)

E’ un arco che contiene diverse decorazioni ed elementi simbolici: stelle, cane, uomo e donna a stilizzazione del rito del matrimonio e il cane come simbolo di fedeltà. La vicenda familiare è sostenuta nella circonferenza con gli animali domestici che vanno a caratterizzare gran parte della storia, dove si inseriscono anche allegorie della morte, dell’oltretomba. C’è un San Giorgio che cavalca il suo destriero e sta per sconfiggere il drago e sull’altro perimetro sono scolpiti gli angeli che trasportano le anime seguendo San Michele Arcangelo, traghettatore.

Bellezze di Puglia (foto di Germana Cabrelle)

Bellezze di Puglia (foto di Germana Cabrelle)

Una storia raccontata da un’architettura sorprendente e inconfondibile che è sotto gli occhi a ogni passo. Nelle vicinanze, a Sternatia, bello da vedere c’è Palazzo Marchesale Granafei, del XVII secolo, così maestoso e splendente, nel suo colore caldo di pietra leccese, che sembra irradiare riflessi d’oro.

Palazzo Granafei (foto Germana Cabrelle)

Palazzo Granafei (foto Germana Cabrelle)

Irradiano invece un arcobaleno di luci meravigliose, le luminarie dei Fratelli Parisi a Taurisano, azienda specializzata in addobbi per le feste ma ora anche per uso di interior decor. Sono immediatamente riconoscibili per lo stile della fattura, le luminarie di Parisi, inconfondibili per design e scelta dei soggetti.

LECCE E LE SUE MERAVIGLIE. ANCHE DELLA TAVOLA

Quando si giunge a Lecce, si arriva alla sommatoria di tutte le bellezze: l’esuberanza del barocco sacro unita alla magnificenza degli edifici privati. Elegante e armoniosa, passeggiando per le sue strade lastricate, Lecce rivela le molte meraviglie che possiede: la Basilica di Santa Croce, il Duomo, la Chiesa di Sant’Irene. Scrutando dentro le botteghe si scorgono artigiani al lavoro, nella loro scrupolosa dedizione alla costruzione di statue e raffigurazioni sacre di varie dimensioni.

Angelo in cartapesta (foto di Germana Cabrelle)

Angelo in cartapesta (foto di Germana Cabrelle)

Un esempio su tutti è la bottega d’arte di via D’Amelio a Lecce, di proprietà di Mario Di Donfrancesco, dove la sequenza di volti in scultura si affastella a ogni centimetro, riposa in scaffali, è messa ad asciugare sopra tavoli intorno ai quali si radunano i decoratori per gli ultimi tocchi e ritocchi di colore. O forse solo le finiture degli occhi. È poesia che si rivela, incanto che si offre spontaneo, come quello che racconta il titolare del laboratorio della cartapesta Marco Epicochi, in piazza Duomo a Lecce, dove da 25 anni nel suo minuscolo anfratto realizza pastorelli salentini, scene della natività e restauro di statuaria sacra. “Devono essere fogli di carta privi di cellulosa – precisa Marco – che vanno bagnati e con questo composto si modella un drappeggio da adagiare sopra una struttura antropomorfa fatta di un’anima di filo di ferro e imbottita di paglia”. Racconti brevi che staresti ore a sentire come staresti ore intorno al desco imperiale di Boccon Divino, in via Libertini a Lecce, dove si gusta la migliore burrata pugliese in un tripudio di antipasti e buon vino dove a trionfare, su tutto, è la buona e verace cucina del territorio. La cucina salentina.

La burrata e gli antipasti di Boccon Divino a Lecce (foto di Germana Cabrelle)

La burrata e gli antipasti di Boccon Divino a Lecce (foto di Germana Cabrelle)

Germana Cabrelle

Scrivo per professione dal 1982 e collaboro regolarmente con quotidiani e riviste cartacee e online a tiratura nazionale. Mi occupo di turismo e destinazioni, architettura d’interni e life style, attualità, economia, food&wine. Giornalista professionista, in aggiunta alla mia formazione, agli inizi degli anni Duemila ho conseguito il diploma di scuola alberghiera all’Ippssar Maffioli di Castelfranco Veneto (Treviso) per trattare con cognizione e da esperta il settore della ristorazione e dell’hotellerie, che è un affascinante mondo nel mondo. Amo fotografare con colpo d’occhio e sguardo interiore. Sono stata insignita di menzione speciale “Premio Penna d’Oca 2017” indetto da Assostampa Padova e dall’Ordine del Giornalisti del Veneto. Ho ideato slogan e claim per campagne pubblicitarie e loghi per onlus di cui sono fondatore. In un impeto di ironia creativa e di passione tentacolare per il Mare Nostrum, nel 2008 ho creato il taccuino d’appunti squisitamente veneto, Moskardin, che è diventato un brand e un marchio registrato. Per coniugare sapere e sapori, calamaro e calamaio.

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