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2 Febbraio, 2021

Kouros, il Vino rosso della Basilicata IGP

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“Una volta giunto in una terra dalla quale si potrà vedere il sorgere del Sole, eccoti nella Terra della Luce, la Lucania”.  È l’inizio del nostro viaggio tra splendidi panorami ed elevati crinali, tra le larghe vallate del Sinni e del Serrapòtamo, alla ricerca della tradizione enogastronomica ed archeologica di Chiaramonte, in Basilicata nella provincia di Potenza. Un’area geografica in cui la coltivazione della vite e la produzione di vino d’alta qualità hanno origini assai remote. Il borgo infatti è testimone di importanti reperti provenienti dalle popolazioni etrusche e greche, i probabili fondatori del paese nel VI secolo a.C.

Un territorio, una famiglia, un’azienda

Chiaromonte è situato su di uno sperone roccioso che domina la valle del Sinni e la valle del torrente Serrapotamo, il luogo è chiamato anche “Mons Clarus”, ovvero Monte Luminoso. Entrando nel paese si vedono le caverne ancora oggi utilizzate per l’invecchiamento del vino. Ed è qui che troviamo l’azienda vinicola Vozzi, nata negli anni quaranta proprio a Chiaromonte. Capostipite della famiglia è Pasquale Vozzi, che di generazione in generazione porterà avanti con impegno e dedizione l’attività. Ma nella storia dell’azienda, altra figura di spicco è quella del senatore Antonio Vozzi, che negli anni ‘90 riesce ad ampliare l’azienda rendendola ancora più efficiente e competitiva.

Kouros, vino di esperienza e innovazione

L’azienda di Chiaromonte sfrutta così le caratteristiche climatiche e pedologiche dei terreni adattandoli alla coltivazione della vite. I nuovi impianti dei vitigni di Sangiovese e Merlot, grazie ad un lavoro meticoloso e attento al dettaglio, fanno nascere Kouros, un vino frutto del connubio tra scienza ed esperienza. A gestire l’Azienda di famiglia, oggi c’è Ermelinda, terza generazione della famiglia, appassionata per la terra e per la viticoltura. La figlia di Antonio lavora con lo stesso entusiasmo dei suoi predecessori, avvalendosi di preziose collaborazioni con qualificati esperti del settore. Tra questi Alfredo Tocchini, agronomo ed enologo, che ha introdotto nell’azienda Vozzi le più moderne tecniche di vinificazione e intraprendendo collaborazioni con altre realtà italiane ed estere.

Luoghi che raccontano il vino attraverso i reperti archeologici

La storia di Chiaromonte testimonia ancora oggi, grazie ai tanti reperti archeologici rinvenuti, quanta importanza si attribuiva in antichità al vino. Negli scavi archeologici dell’acropoli della città sono stati ritrovati strumenti bronzei necessari per la preparazione, l’aromatizzazione e il filtraggio del vino (mestolo, colino, grattugia) oltre a numerosi vasi di uso comune, come la tradizionale Olla, probabilmente utilizzati per la sua conservazione.

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Il kouros

Ma il reperto più famoso è il Kouros, una statua di bronzo risalente al periodo arcaico “simbolo della perfezione sia fisica che morale dell’uomo aristocratico greco”. Il ritrovamento ha confermato l’importanza di questo sito per la qualità delle sue uve e dei suoi vini che venivano esportati in Grecia per essere offerti come premio ai vincitori delle Olimpiadi. «È così che radici storiche e radici fisiche, quelle dei vitigni che crescono rigogliosi nella vallata, sono andate a confluire in un unico prodotto frutto di un lento lavoro: il vino “Kouros”».

Il Vino rosso della Basilicata

L’azienda Vozzi nel valorizzare il “frutto” di questo territorio e tramandare le tradizioni ha chiamato “Kouros” il suo vino, marchiando l’etichetta con l’immagine stilizzata della statua. Un vino che nasce da vigneti adagiati sui fianchi delle colline con pendenze eroiche dai forti dislivelli. Il terreno argilloso di probabile origine pleistocenica e l’esposizione assolata portano a notevoli variazioni di temperatura fra il giorno e la notte ponendo le uve in un microclima ideale per la produzione di aromi peculiari dove la struttura morbida e potente dei tannini si fonde a profumi persistenti e delicati.

Qui domina il Sangiovese, “principe” dei vitigni italiani

Dal 2014 è prodotto il “Kouros”, «La cura delle uve e la scelta della corretta epoca di vendemmia sono i punti essenziali di un qualsiasi buon vino rosso. In cantina fermentiamo a temperatura controllata le uve – ci raccontano dall’azienda Vozzi – con rimontaggi frequenti e macerazioni lunghe. Il vino viene fatto maturare in parte in acciaio ed in parte in legno per poi essere imbottigliato entro un anno dalla vendemmia». Sui terreni dell’azienda vinicola Vozzi si coltiva il Sangiovese, “principe” dei vitigni italiani, affiancato dai più internazionali Merlot, Cabernet Sauvignon e il Guarnaccino di Chiaromonte (vitigno autoctono) da cui si ricava un vino tutto da scoprire. È qui che il Kouros trova il suo territorio ideale: ecco come nasce un vino pieno ed equilibrato.

Redazione Viaggi del Gusto

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